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Chine ed inchiostri

La storia

La penna e l’inchiostro sono da molti secoli strumenti usati da artisti e disegnatori, infatti sono molto economici e consentono una varietà di forme espressive individuali illimitate.
Una delle particolarità che emerge da qualsiasi studio del disegno a penna è la diversità di temperamento degli artisti che sono stati attratti da questo mezzo, ed è curioso osservare come questi stili siano ricorrenti nel tempo. Così il piglio vivace di Salvator Rosa (1615-73) ci riconduce, tra gli artisti di oggi, a Ciaes Oldenburg (n. 1929) e a Jan Ribbon (n. 1924), mentre lo stile più freddo, calligrafico e sensibile di Leonardo (1452-1519) e Botticelli (1445-1510) riaffiora nei disegni a penna di molti artisti contemporanei.
Furono i monaci medioevali a diffondere per primi l’uso del disegno a penna. Il supporto su cui eseguivano i loro disegni era in genere pergamena: di capra, pecora o anche meno robusta come vitello, agnello e capretto. Le penne di cui si servivano erano solitamente penne d’oca. I disegni dei monaci non furono certo i primi a essere eseguiti con penne d’oca, tuttavia, i principi di base per l’uso della penna e le tecniche utilizzate in seguito dai formidabili disegnatori del XV secolo risalgono a quel periodo.
Durante il Rinascimento, le tecniche e i metodi si fecero maggiormente sperimentali, la scelta dei soggetti si ampliò e si associarono i mezzi pittorici più diversi. Gli artisti del Rinascimento incominciarono a utilizzare i pastelli, l’acquerello e le lumeggiature bianche. Il periodo post-rinascimentale fu assai ricco di disegnatori particolarmente dotati che si servirono della penna.
L’approccio e le tecniche di Rubens (1577-1640) e Van Dyck (1559-1641) contrastano con lo stile meno teatrale e più intimo di Rembrandt (1606-69) i cui disegni a penna, appena velati di colore, sono profondamente emozionanti.
Nel XVIII secolo, l’inglese Hogarth (1697-1764) fu un disegnatore di prim’ordine. Impiegava pochissimo tempo per lo schizzo preparatorio e il suo stile nervoso e calligrafico coinvolge immediatamente chi osserva, rendendolo partecipe dell’atmosfera delle sue opere. Alla fine del secolo scorso Aubrey Beardsley (1872-98) usò la grafica linearità del segno per le sue inconfondibili tavole a penna, che componeva per contrasti di zone bianche, neri uniformi, linee sottilissime.
Negli Stati Uniti, Charles Dana Gibson (1867-1944) introdusse nel disegno a penna caratteristiche di robustezza e precisione fino allora sconosciute a questa tecnica. L’intelligenza e la vivacità di Caran d’Ache (1859-1909) e di Forain (1852-1931), entrambi svizzeri, aggiunsero un tocco tipicamente francese all’arte grafica del tempo.
Tra gli artisti più dotati del disegno a penna, vi sono, nel XX secolo, Matisse (1869-1954), Picasso (1881-1973) e Pascin (1885-1930). In Gran Bretagna, l’impulso dato a questa tecnica da Gaudier-Brzeska, artista dalla vita breve (1891-1915), è ancora vivo oggi nelle illustrazioni di molte riviste, specialmente appartenenti al campo della moda.

Cosa serve per iniziare

Tipi di penna
Oggi vi sono in commercio molti tipi di penne: penne da intingere, con una grande varietà di pennini, penne stilografiche, penne a serbatoio, oltre a quelle più tradizionali di canna, di bambù e alle penne d’oca.

Penne a cannuccia
Sono le più versatili, le più economiche e sono particolarmente adatte per chi comincia. Le cannucce possono essere usate con una grande varietà di pennini che vanno provati per individuare quelli più adatti alle proprie esigenze. I pennini tracciano segni di spessore diverso: tra i diversi tipi a punta fine o a punta tronca segnaliamo il pennino per scrittura in tondo, quello per corsivo, quello per musica e quello per scrittura fiorita.
I tipi per scrittura hanno il cannello di attacco aperto e di forma ovale, quelli per calligrafia o cartografia hanno cannelli tubolari.
I pennini si possono usare con qualsiasi inchiostro nella quantità necessaria per ottenere segni pesanti e segni leggeri, e hanno il pregio di non incepparsi, a meno che la carta non sia troppo morbida e pelosa. Oltre alle cannucce normali, esistono anche quelle provviste di un piccolo serbatoio di rame, ma sono poco efficienti rispetto alle penne stilografiche o a quelle a china; inoltre si devono pulire dopo l’uso per evitare che si occludano.

Penne stilografiche 
Le penne stilografiche dovrebbero essere caricate con inchiostri stilografici idrosolubili: l’inchiostro viene aspirato nel serbatoio attraverso il pennino. La gamma dei pennini è assai limitata se la si confronta con quella delle cannucce.
Penne a serbatoio (graphos)
Per queste penne esistono inchiostri speciali, in una vasta gamma di colori, che si versano direttamente nel serbatoio. Sono dotate di pennini. di forme diverse, ognuna in spessori diversi. La penna Graphos Rotring possiede una gamma di 8 forme di pennino, contrassegnate con lettere dell’alfabeto, che tracciano linee larghe, spesse, sottili o finissime.
Penne a china (rapidograph)
Tracciano linee di vario spessore mediante punte intercambiabili formate da un sottile tubicino metallico il cui tratto è perfettamente uniforme in qualsiasi direzione la penna venga guidata. Gli illustratori le usano molto, almeno quanto i disegnatori tecnici ai quali la penna era inizialmente destinata. Una corretta manutenzione richiede che le punte siano vuotate e lavate con cura quando non sono usate per un certo periodo. In caso di uso continuato è bene tenerle nell’apposito umidificatore in modo che l’inchiostro non essicchi nel canale di alimentazione.

Pennelli
Se intendete disegnare a inchiostro con il pennello, acquistate dei buoni pennelli morbidi e flessibili, possibilmente di martora o equivalenti, e ricordatevi di sciacquarli sempre dopo l’uso (v. strumenti e supporti). Sarà bene esercitarsi con inchiostri diversi e introdurre anche i colori ad acquerello, a volte preferibili all’inchiostro di china diluito che nelle stesure uniformi risulta granuloso. Con i pennelli cinesi e l’inchiostro in tavolette si ottengono stesure sottilissime e trasparenti. La tavoletta di inchiostro viene sfregata su una tavolozza di steatite e inumidita con acqua distillata fino a quando il colore raggiunge l’intensità di nero o di grigio desiderata.

Tipi di inchiostro

Inchiostri da disegno

Sono idroresistenti e quando essiccano formano una superficie lucida su cui sì può dipingere di nuovo. Si vendono in serie di diversi colori: in commercio troviamo la Rotring e la Pelikan che hanno 18 tinte, la Winsor & Newton 22. Per le penne tipo graphos esiste una gamma speciale di inchiostri colorati, di fluidità maggiore. L’inchiostro di china nero, a base di nero fumo è, tra tutti, il prodotto maggiormente usato.

Inchiostri non impermeabili

Esistono in vari colori e producono un effetto simile all’acquerello diluito. Penetrano nella carta più degli altri inchiostri e quando sono asciutti hanno superficie opaca. Anche gli inchiostri stilografici possono essere utilizzati per disegnare, ma la gamma dei colori è assai limitata. Il pigmento dell’inchiostro tende a depositarsi sul fondo, è quindi consigliabile agitare il flacone prima di farne uso. Se d’estate l’inchiostro evapora leggermente perché si è dimenticato il flacone aperto, il colore diviene più intenso e l’inchiostro più denso. Se si aggiunge all’inchiostro un piccolo quantitativo di acqua distillata questo riacquisterà la sua fluidità. Quando si sceglie un inchiostro, bisogna tenere a mente alcune particolarità di ciascun colore; per esempio, gli inchiostri marrone e seppia tendono a sbiadire nel tempo. Alcune varietà non impermeabili di inchiostro sono comode perché si diluiscono facilmente con l’acqua e permettono di ottenere toni che possono essere ulteriormente alleggeriti se si ripassa con un pennello imbibito d’acqua. I negozi di colori vendono una grande quantità di inchiostri colorati; tra questi ricordiamo quelli prodotti da Faber Castell, Rotring, Winsor & Newton, e FW. Tra gli inchiostri di china segnaliamo le marche: Rotring, Grumbacher, Winsor & Newton e gli inchiostri in tavoletta cinesi. Tra gli inchiostri stilografici vi sono queste marche: Parker, Faber Castell, Rotring e Pelikan. La Rotring produce cartucce di inchiostro per graphos e rapidograph, inchiostro da disegno per pellicole di poliestere e il tipo K per graphos e per penne in teflon.

Carte

Una carta molto sottile è quasi sempre povera di appretto, cosi che l’inchiostro la imbeva e si spanda in modo irregolare. Per disegnare a inchiostro è meglio usare carta da disegno pesante, da 200-250 g/m2, che permette di stendere mani di colore e di correggere senza danni. La carta per calligrafia, che costa quanto una buona carta da disegno pesante, è l’ideale se si vogliono ottenere linee nette e precise. La carta soffice non è adatta perché assorbe l’inchiostro, tende a ingiallire e a sfaldarsi; si lacera anche facilmente e i filamenti possono occludere il pennino.
E meglio tendere la carta su una tavoletta da disegno (v. acquerello) se si intende dare stesure di inchiostro o di acquerello.

Tecniche di utilizzo

Nel disegno a penna la tecnica di base utilizza la linea e il punto. Questi segni possono creare infinite strutture e si combinano anche con altri mezzi pittorici. Come sempre nell’ambito dell’arte, è bene studiare gli artisti che eccellono in un determinato campo, copiando i loro disegni e le loro tecniche per imparare a manipolare i materiali.
Non si può iniziare un disegno a inchiostro senza essersi esercitati a lungo nel movimento e nel segno con una penna e un pennello. Bisogna imparare a non premere troppo per ottenere un flusso regolare dal pennino alla carta. Quando si adopera una cannuccia col pennino, si deve sempre intingere la stessa quantità di inchiostro e imparare a prevedere il momento in cui l’inchiostro finisce in modo da non dover interrompere nel mezzo di una lunga linea.
È utile eseguire un disegno preparatorio con una matita morbida se si desidera realizzare un disegno a inchiostro accurato e non un rapido schizzo. Ma, una volta padroneggiata la tecnica, la spontaneità delle linee che fluiscono liberamente e delle impressioni visive tradotte istantaneamente in immagini creano risultati assai più efficaci di quelli che si hanno con riflessione e pianificazione.
Per disegnare bene con il pennello occorre una lunga pratica perché la sua punta è molto flessibile. Il disegno ad inchiostro eseguito sia con il pennello sia a penna richiede gesti e movimenti ampi di tutto l’avambraccio e non della sola mano.

Tonalità 

Nell’acquerello i toni si creano con mani successive di colore. Questo vale anche per il disegno a inchiostro ma, poiché un disegno a inchiostro è composto fondamentalmente da linee, vi sono altre tecniche per creare la profondità delle ombre e le variazioni tonali, per esempio: il tratteggio, il puntinato, il tratto scarabocchiato o le linee parallele graduate da spesse a sottili. Si hanno effetti molto diversi sovrapponendo a mani di acquerello o di inchiostro le tecniche che abbiamo appena elencato. Si creano texture utilizzando spugne, pezzi di stoffa (lana e pizzo), i polpastrelli o il legno. Si possono anche tracciare linee a penna su uno strato di trementina oppure su cera di candela o su liquido per mascherare; si possono soffiare macchie di inchiostro, o lasciarle gocciolare. Ma, in definitiva, è soprattutto la qualità della linea che conta per il risultato finale. Un disegno a inchiostro deve essere perfettamente asciutto prima che si possano cancellare le linee a matita del disegno preparatorio o stendere mani ad acquerello. Se la mano ad acquerello viene applicata troppo presto, l’inchiostro può stemperarsi e sporcare il colore.

Correzioni

Una macchia indesiderata, o un errore simile, si può correggere tamponando o sovrapponendo con leggerezza piccoli pezzi di carta assorbente pulita e inumidita. Per cancellare una macchia si può anche pennellarla con acqua pulita e tamponarla con carta assorbente o un fazzoletto di carta. Le leggere macchie che rimangono si cancellano con una gomma morbida e sfregando con l’unghia si rende nuovamente liscia la superficie del foglio. Sull’inchiostro essiccato si può intervenire con una gomma di fibra di vetro o con una lametta tagliente, oppure nel peggiore dei casi si può ricorrere a della tempera bianca. Si possono utilizzare fogli puliti per proteggere il resto del disegno durante le operazioni di correzione.