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Creatività e mondo della stampa

Ora che avete gli strumenti e le idee dovete stendere il vostro progetto. E qui iniziano i problemi ed entra in gioco l’esperienza. Prima di iniziare a buttare giù qualunque cosa avete assoluta necessità di sapere alcuni dati dai quali dipenderà la realizzazione del lavoro.

1. Quante copie saranno stampate? Vi farete questa domanda perchè in base al numero di copie sarete in grado di capire se la stampa verrà fatta in digitale o in macchina.

La stampa digitale è un tipo di stampa che si esegue direttamente dal vostro file su delle stampanti professionali, per intenderci come la vostra stampantina A4 ma molto più grandi, costose e precise. La stampa digitale conviene quando si devono fare poche copie, ad esempio se dovete realizzare 200 copie di un biglietto in cui ogni 50 cambia il logo principale. Diventa invece molto costosa su grandi tirature.

La stampa in macchina o produzione invece necessita di un impianto stampa, praticamente il vostro file viene diviso in base ai colori, per ogni colore si fa una lastra o una pellicola (impianto stampa) con le quali si stampa attraverso una macchina con dei veri colori che vengono miscelati sapientemente da uno stampatore (lavoro affatto semplice e che richiede tantissima esperienza).

Se avete tanti colori o fotografie la stampa diventa in quadricromia per cui si creano 4 impianti, uno per il blu (C= cyan), uno per il giallo (Y=yellow), uno per il rosso (M=magenta) e uno per il nero (K): CMYK.

I colori vengono trasformati in puntini (linee di stampa) da chi realizza gli impianti e sommati uno all’altro formano i colori e le sfumature. Sull’argomento ci sarebbero da spiegare centinaia di cose ma per il momento questo piccolo riassunto è sufficiente.

La stampa in macchina essendo molto laboriosa, e necessitando di un avvio macchina nel quale il lavoro viene tarato, è conveniente solo per grandi tirature, se fate tanti pezzi diventa molto più conveniente della stampa digitale.

La qualità di stampa tra le due tecniche al giorno d’oggi è quasi identica, fino a qualche anno fa la stampa in macchina era nettamente superiore ma con l’arrivo delle ultime tecnologie le differenze sono davvero minime, l’unica pecca della digitale è che se dovete stampare un colore a Pantone® non avete la certezza che venga identico in quanto va a simulare il colore e non ad usare il colore fisico, per la stessa logica, non potete stampare colori particolari, ad esempio Pantoni® fluorescenti, dorati etc.

2. Quale carta useremo? Può sembrare un’informazione superflua ma è molto importante saperlo perchè se scegliamo una carta opaca i colori avranno un effetto molto più spento, i Pantoni® di riferimenti saranno in versione U (=Uncoated) e l’effetto finale sarà decisamente diverso rispetto una carta patinata come già accennavo prima. Se scegliamo una carta lucida useremo i Pantoni® in versione C (=Coated) e i colori resteranno brillanti e accesi.

A mio parere entrambi i tipi di carta sono bellissimi e sta ad un bravo grafico decidere quali usare ed in quali occasioni… e ovviamente anche il budget che abbiamo a disposizione!!!

Inutile dire che esistono migliaia di tipi di carte per cui avrete solo l’imbarazzo della scelta.

3. Saranno plastificati? Se il nostro lavoro è plastificato chi lo eseguirà saprà consigliarci la carta più oppurtana da utilizzare, che la plastificazione sia lucida od opaca a livello di file non cambia molto, useremo sempre i Pantoni® in versione C in quanto la carta di base non sarà mai opaca (altrimenti la plastificazione non aderirebbe bene). A livello estetico cambia moltissimo invece. La plastificazione lucida da un effetto brillante ed aggressivo mentre quella opaca risulta più sobria ed elegante, unica pecca è che si striscia facilmente maneggiandola.

Se decidete di plastificare il vostro lavoro tenete presente che in alcuni casi, sulle pieghe di fustellatura, (se fate un invito ad esempio ci sarà una piega al centro, si chiama di fustellatura perchè viene fatta attraverso una fustella metallica) potrebbe screpolarsi leggermente, cosa che si noterà di più se il colore di fondo è scuro.

4. Ci saranno vernici o rilievi? Tutte le lavorazioni extra vanno pensate fin dall’inizio, il loro costo solitamente incide parecchio sul lavoro per cui bisogna pensare attentamente a come ed in che modo utilizzarle.

Ad esempio se decidiamo di stampare un logo in vernice ludica spessorata per avere un effetto: biglietto opaco/logo lucido, dovremmo tener conto che il logo non dovrà essere troppo piccolo perchè alcuni dettagli potrebbero perdersi, stessa cosa vale per il rilievo. Inoltre ricordate sempre che con queste tecniche di stampa è meglio non stampare sopra a pieghe, vale lo stesso discorso della plastificazione solo che in questo caso è certo che la vernice screpolerà.

Tutti questi dettagli si possono acquisire solo con l’esperienza e molti grafici credono che non sia indispensabile saperli… sbagliato! Un bravo grafico DEVE conoscere anche le problematiche di stampa per poter realizzare nel modo migliore il suo lavoro. E’ inutile progettare una cosa splendida ma fisicamente irrealizzabile!!!

Spero di avervi dato una panoramica soddisfacente del mondo dei grafici e della stampa. Si potrebbero scrivere libri e libri su questo mestiere, per nulla semplice, ma a volte l’esperienza sul campo è meglio di qualunque corso o scuola! Io ne sono l’esempio vivente :D