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Lettering e Balloons

Il lettering è un elemento di fondamentale importanza nel fumetto, essendo quest’ultimo costituito non solo da disegni ma anche, appunto, da testi. Molti si chiederanno: si prepara prima il disegno o il lettering? In realtà non esistono regole precise da seguire, ma piuttosto consigli che rendono il lavoro più semplice, snello, pulito. È meno arduo adattare un disegno allo spazio lasciato libero dal testo che viceversa. Il rischio di preparare prima il disegno è quello di ritrovarsi con un lettering “arrangiato”, magari, come spesso si osserva in qualche fumetto (fig. 1)

con caratteri che diventano sempre più piccoli e vicini ai bordi del balloon. Ne risulta, in questo caso, un lettering, oltre che antiestetico, di difficile lettura.
Il primo passo da seguire è scrivere in maniera sommaria il testo nella vignetta, per rendersi conto dell’area che andrà ad occupare. Considerate anche che il testo è inserito all’interno del balloon, che avrà quindi un’area maggiore. Questa operazione deve essere seguita anche se non siete voi a dover eseguire il lettering nelle vostre vignette. Molte case editrici hanno i propri letteristi e, per evitare spiacevoli sorprese, come dover “correggere” i propri disegni, fate in modo che il letterista abbia il “suo spazio” nella vostra vignetta (fig. 2)

Il passo successivo è il più delicato e richiede pazienza e precisione. Per ottenere un lettering comprensibile è necessario tracciare nella vignetta le righe che ospiteranno il testo e gli interspazi, righe più piccole che le separano. In genere il rapporto è di 1 a 2. Per un testo di 3 mm d’altezza potete usare un interspazio di 1 mm. Se l’altezza è di 4 mm, l’interspazio avrà valori fra 1,5 e 2 mm. Per 5 mm, i valori saranno 2/2,5 mm. E così via.
Ma di quanti mm deve essere alto il carattere del testo? Anche in questo caso non esiste una regola. Dipende, comunque, dalla grandezza della tavola, ma è in funzione, soprattutto, della grandezza del prodotto finale, cioè della dimensione che avrà la tavola a fumetti o la singola vignetta una volta stampata. Se provate a misurare il testo di un qualsiasi fumetto noterete che i caratteri hanno un’altezza variabile dai 2/2,5 mm ai 3 mm. Tenete a mente che si tratta di un prodotto destinato alla stampa, quindi, nella quasi totalità dei casi, si lavora a scala maggiore e la vostra tavola andrà di conseguenza ridotta. E’ consigliabile, a meno di non disegnare in scala 1:1, di non utilizzare caratteri di 2 mm di altezza.
Il lettering, quindi, va prima abbozzato. Si tratta di un vero e proprio lay-out che ci permette di definire l’area che dovrà occupare nella vignetta. Ma quante righe si dovranno usare? E si potrà andare a capo? Se il testo da scrivere nella vignetta è lungo si dovranno necessariamente tracciare più righe. È consigliabile in questo caso tenere conto anche del disegno e procedere contemporaneamente coi 2 lay-out. Ricordate che il testo all’interno del balloon deve avere una certa simmetria, per motivi di spazio e di lettura, quindi potete (e dovrete!) andare a capo se necessario. Scrivete il testo in un foglio a parte (fig. 3)

e studiatene le possibili frammentazioni (fig. 4 e 5)

      

Sarà poi più semplice riportarlo nella vignetta.
Prima di disegnare il balloon, lasciate dello spazio attorno al testo, 4/5 mm possono bastare. È importante che ci sia “aria” attorno al testo per facilitare la lettura (fig. 6 e 7)

      

Passiamo ora alla scelta del carattere da utilizzare nel nostro lettering. Innanzitutto è bene precisare che se avete una bella grafia, avrete senz’altro un bel lettering. Questo non significa però che potete cominciare a scrivere “a occhi chiusi”. Dovrete prima “testare” il vostro stampatello, scrivere, cioè, tutte le lettere dell’alfabeto finché non avrete trovato non solo la scioltezza e la sicurezza per affrontare il lettering, ma anche e soprattutto la combinazione giusta di caratteri: se scrivete, ad es., una “S” così: #, non potrete scriverne un’altra così: #! Siate sicuri di scegliere la forma di carattere giusta, perché dovrete utilizzarla per l’intera storia (fig. 8: il mio alfabeto)

A questo riguardo vi sarà utile osservare il lettering di grandi autori del fumetto e magari imitarne uno per poi personalizzarlo.
Schulz, il padre dei Peanuts, usava abbozzare il lettering nella vignetta, poi, definita l’area che avrebbe occupato, lo riscriveva per bene a matita, lo ripassava quindi con una matita più dura per inchiostrarlo infine col pennino (fig. 9)

Bonvi, nelle sue celebri Sturmtruppen, tracciava addirittura le righe con una matita blu, per non doverle cancellare dopo l’inchiostrazione. Le strisce originali sono attraversate da queste righe per tutta la loro lunghezza. Riuscite a vederle in stampa (fig. 10)

Anche Jacovitti utilizzava il pennino per eseguire il lettering. Nelle sue prime storie c’erano dei letteristi, ma in seguito fu lui ad occuparsene, con risultati decisamente migliori. Il testo veniva sempre scritto prima a matita e poi ripassato a china. Jacovitti era solito utilizzare un unico pennino per l’inchiostrazione, il famoso Perry inglese, e con quello eseguiva anche il lettering. Per ispessire il tratto, nel caso di personaggi in primo piano o, nel lettering, per sottolineare un concetto o simulare un grido, ci ripassava più volte sopra… un lavoro degno del più meticoloso amanuense, che lo ha reso unico nel suo genere (fig. 11)

Abbiamo quindi introdotto un altro elemento importante da considerare nel lettering: l’ispessimento del tratto, ossia il grassetto, utilizzato non solo per le grida, ma anche per portare l’attenzione su un termine particolare o su un nome. Naturalmente, per ottenere il grassetto, potrete servirvi di pen-narelli o pennini di misure maggiori.
Analizziamo ora un diverso tipo di lettering. I precedenti esempi erano propri di autori dallo stile umoristico e grottesco, ma per il genere realistico occorrono caratteri più seriosi, come quello di fig. 12.

preso da una serie della Sergio Bonelli Editore. Il lettering è molto lineare, quasi da calligrafo, e si addice perfettamente al genere narrato.
Possiamo quindi stabilire che ad ogni stile corrisponde un lettering. Tenetelo a mente, fatene una legge da rispettare. Provate ad immaginare come apparirebbe una tavola di Dylan Dog col lettering di Silver per Lupo Alberto… o viceversa! Si noterebbe, in entrambi i casi, una stonatura. Ci sono, ovviamente, delle eccezioni al riguardo: il lettering “disneyano”, eseguito quindi su un fumetto umoristico, si adatta anche al genere realistico. O il lettering “virtuale” che si trova nei fumetti americani, ad es. su Spawn, si addice anche a un fumetto umoristico. Come quello di Andrea Pazienza, che restava invariato in ogni genere, ma pur sempre chiaro, scorrevole, degno di un maestro del pennarello quale era (fig. 13).

Quali strumenti usare per eseguire il lettering? Questo dipende da voi. In genere il pennarello dà ottimi risultati, ma ci sono stati (e ci sono) autori che hanno utilizzato il pennino. Si tratta di provare e scoprire con quale strumento avete più libertà di movimento, più scioltezza. Consiglio di preparare comunque il lettering prima a matita, anche se molti letteristi lo eseguono direttamente “in bella”. Eviterete possibili errori. Se usate il pennarello, tracciate delle righe leggere e per pulire i segni di matita che rimarranno servitevi di una gomma pane: non si “mangia” il pennarello. Per correggere gli errori che prima o poi (specialmente all’inizio) farete, tenete a portata di mano una penna a inchiostro bianco o un comune bianchetto. Se dovrete correggere il testo di un intero balloon, non resta altro da fare che mettere “una toppa”. Riscrivete il testo su un altro foglio, ritagliatelo ed incollatelo su quello errato. I fumetti che leggete, credetemi, sono spesso “rattoppati”, ma non per questo le tavole “corrette” hanno meno valore delle altre. Ciò che conta è il risultato post-stampa.
La costruzione del balloon è in funzione anch’essa dello stile grafico dell’autore. A uno stile umoristico non si addicono balloon creati con curvilinei ed ellissometri, ma disegnati a mano libera secondo l’estro dell’autore. I balloon utilizzati da Jacovitti sono rettangoli dai bordi arrotondati e molte volte si adattano alla forma della vignetta (in vignette tonde, ad es., il balloon è incurvato e tale è il testo all’interno: fig. 14)

Le nuvolette di Bonvi seguivano l’andamento del testo (fig. 15)

quelle di Johnny Hart sono tracciate sempre a mano libera, ma con uno stile differente (fig. 16)

A prescindere dal modo in cui deciderete di disegnare i vostri balloons, esistono comunque delle forme convenzionali che aiutano il lettore a capire ciò che sta avvenendo nella vignetta. Una nuvoletta del tipo di fig. 17

indica che le parole contenute all’interno sono realmente pronunciate dal personaggio. Quest’altro tipo di balloon (fig. 18)

ci fa capire che le parole all’interno sono soltanto pensate, o sognate, dal personaggio. Nel caso di fig. 19

le parole provengono da una radio, un telefono, un televisore o simili.
Ora non resta altro che armarvi di buona pazienza e cominciare il vostro lavoro di letteristi.

Materiale realizzato da Daniele Imperi