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Lo studio dei personaggi

Finalmente è arrivato il momento di dare forma fisica ai vostri personaggi, sicuramente avete già un’idea abbastanza precisa del loro aspetto, ma ora dovete dedicarvi ai singoli particolari: un particolare tatuaggio, una cicatrice, l’altezza, il peso, gli interessi, l’età, etc. Ogni personaggio dovrà avere un passato che voi conoscete molto bene e questo per dare più credibilità alla storia che state narrando.
Voglio inserire a questo proposito un breve testo arrivato da un lettore pochi giorni fa che secondo me spiega molto bene questo concetto:

“Alcuni personaggi poi avranno delle cicatrici.
Quando si disegna una cicatrice su di un personaggio bisogna chiedersi come se l’è procurata, se è stata poi trattata correttamente, se ha avuto ripercussioni (febbre, infezioni); la cicatrice di un personaggio dovrebbe essere una storia a sé. Mai sottovalutare l’impatto psicologico delle cicatrici su chi le ha ottenute, citerò ad esempio Sant’Ignazio di Loyola, fondatore dell’ordine dei gesuiti. L’idea dell’ordine gli è venuta durante una crisi mistica, occorsa nella convalescenza da un insieme di traumi accadutigli sul campo di battaglia. Suggestivo, no?
La prima cicatrice non si scorda mai.
Visto che i nostri personaggi di solito riflettono una parte di noi stessi o la parte palese di qualche figura esterna, immaginare come quella ferita incida o non incida sul personaggio immedesimandosi nello stesso, visualizzare l’episodio in cui è stata inferta come fosse un ricordo, e vedere se è verosimile o se ci sono errori logici. Ad esempio Ryo ha una vistosa cicatrice sotto il labbro inferiore, gli chiedono come se l’è procurata e lui parla di un incidente in macchina, lo sceneggiatore impone un flash back, e si vede un’automobile di marca Honda tamponare una della Nissan colpendola sulla fiancata. Poi si vede Ryo uscire dalla Nissan. La Nissan è l’auto tamponata; è molto difficile che Ryo si sia ferito al mento, piuttosto, se aveva le cintura di sicurezza può avere una ustione sul collo, sul lato sinistro; ehm destro, il posto di guida è invertito rispetto all’Italia.
Una ferita di arma da fuoco può far male per anni dopo che è stata inferta, ed è molto difficile abituarsi all’idea. Una ferita di taglio al volto fa impressione perché il veicolo più verosimile è la mano di un’altra persona, (in un incidente sul lavoro si tende a proteggere il volto con le mani) due cicatrici da taglio diverse indicano diversi episodi (diverso l’infermiere che ha messo i punti, diverso l’ambiente batterico con cui sono venute a contatto diverso il decorso).
In una rissa con il coltello il 90% degli sfregi di taglio vengono inferti al lato sinistro del volto, perché questa è la percentuale dei destrorsi, una cicatrice verticale da coltello sul lato destro fa più pensare a un incidente.
Una cicatrice sul torace che sia orizzontale è stata inferta all’improvviso, altrimenti le braccia avrebbero deviato la lama, e non è degna di uno spadaccino invincibile. Una cicatrice di traverso sul naso sembra piacere molto ai giovani autori. Capita quando si impara a usare la spada. Per studiare come e dove vengono colpiti gli spadaccini ci si dovrebbe improvvisare appassionati di scherma e kendo.
Poi c’è il famoso detto: chi si scotta con l’acqua calda avrà paura della fredda. Tante cicatrici di età diversa appartengono a qualcuno con scarso istinto di conservazione, e difficilmente a un vecchio decrepito, sicuramente un avventuriero avrà molte cicatrici da cattiva rasatura […].
Senza attardarmi a spiegare ogni possibile cicatrice invito senz’altro il lettore a non sottovalutare l’importanza della documentazione.”

(Ale MoB)

A questo punto vi serve un disegno indicativo con le caratteristiche fisiche, potete disegnare il vostro personaggio di fronte, di profilo, di schiena più un’ingrandimento del volto o di particolari importanti: