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Quattrocento

Le contese fra le Signorie confinanti portano all’affermazione di grandi famiglie (i Medici a Firenze, gli Estensi a Ferrara, i Gonzaga a Mantova ecc), che eliminano le piccole Signorie locali; infine i maggiori stati italiani, compreso lo Stato della Chiesa, raggiungono un equilibrio di forze che impedisce il prevalere di uno di essi su tutti gli altri. Il maggior benessere di questo periodo determina un nuovo desiderio di conoscere e sperimentare il mondo e la natura; gli uomini provano fiducia nella propria libertà e nella capacità di creare opere importanti e durature. Le nuove idee sull’uomo e sulle possibilità della sua intelligenza favoriscono la nascita dell’Umanesimo proprio a Firenze, che era stata in questi secoli il centro della spinta al rinnovamento. Un particolare sviluppo caratterizza tutte le arti: architettura, pittura e scultura sono ormai completamente autonome ed esprimono egualmente la ricerca di armonia ed equilibrio fra i vari elementi compositivi. Tale sviluppo di espressioni artistiche proseguirà anche nel secolo successivo, incidendo profondamente nella cultura occidentale, e prenderà il nome di Rinascimento. Questa nuova corrente di pensiero si afferma anche nelle grandi città inglesi, francesi, nei Paesi Bassi ed in Germania: la sua diffusione è facilitata anche dall’invenzione della stampa. Dato il grandissimo sviluppo avuto dai commerci, si intraprendono numerosi viaggi, che conducono i navigatori europei in India e poi nell’America centrale e meridionale. La scoperta dei nuovi territori ed il formarsi di imperi coloniali comporterà conseguenze notevoli tanto nella storia economica e sociale, quanto in quella politica d’Europa e d’Italia.

Arte: conoscenza di base

L’arte del Quattrocento si basa su un nuovo modo di concepire e rappresentare lo spazio: la prospettiva. Non a caso questo modo di riprodurre illusoriamente la profondità si afferma quando la società borghese è nel pieno del suo sviluppo; l’uomo, con le sue facoltà intellettuali e la sua volontà di agire, diventa il protagonista della storia e la rappresentazione del mondo circostante è in funzione dell’uomo che lo osserva, lo studia, lo governa. Lo spazio si contribuisce fissando prima di tutto il punto di vista dell’osservatore, a cui tutti gli elementi sono subordinati. Il bisogno di stabilire regole fra le parti, per ottenere l’armonia dell’insieme, si traduce anche nello studio delle proporzioni, che definiscono le dimensioni delle parti del corpo. L’arte esplora l’anatomia e la natura, e diventa scienza: le prime scoperte sulle scienze naturali sono dovute agli artisti e proprio un artista, Leonardo da Vinci, inizierà un’indagine sistematica del corpo umano e dei fenomeni legati al moto. La consapevolezza di essere i protagonisti della storia determina anche l’interesse per le testimonianze dell’antichità, le radici della propria cultura. I resti dell’antichità vengono riportati alla luce da scavi sistematici, per poter esser studiati; l’amore per l’antico non si risolve nell’imitazione delle opere del passato, ma avvia alla ricerca di modi espressivi originali, che rielaborano gli ordini classici, l’arco a tutto sesto, il frontone sulla facciata delle chiese. La riforma artistica fiorentina iniziata con Brunelleschi, Donatello, Masaccio, Leon Battista Alberti prosegue nell’opera di grandi artisti quali Paolo Uccello e Sandro Botticelli (pittori), Jacopo della Quercia, Luca della Robbia e Andrea del Verrocchio (scultori) estendendosi a tutte le corti d’Italia. A Urbino è attivo Piero della Francesca, che applica la costruzione prospettica alla figura umana, studiata come fosse un solido nello spazio, come si può notare nel dipinto a olio su tavola la Flagellazione del 1455. A Padova Andrea Mantenga unisce ricerca anatomica e prospettiva in studi prodigiosi di scorcio della figura. A Venezia lavorano Giovanni Bellini, Vittore Carpaccio e Antonello da Messina, che diffonde in Italia la tecnica della pittura ad olio, appresa dai fiamminghi. Gli influssi della pittura della Fiandre sono notevoli nelle opere di moltissimi pittori del Quattrocento italiano e l’attenzione nel riprodurre gli elementi della fauna e della flora. La natura è vista come fonte di vita che si offre all’uomo per il suo sostentamento; la pianificazione del territorio è un fenomeno tipico del Quattrocento, così come la pianificazione della città. Nei trattati di Architettura vengono studiate città ideali, al centro delle quali una grande piazza diventa quasi la corte d’onore del palazzo signorile, con porticati lungo il perimetro ed un monumento al centro. Da questa piazza le strade si dipartono secondo tracciati geometrici a raggiera o a scacchiera.

Il gotico internazionale

All’inizio del Quattrocento il gotico è diffuso in tutta Europa ed investe tutti gli aspetti della vita e del costume, dai grandi edifici pubblici, civili e religiosi, agli oggetti d’artigianato, ai mobili, ai disegni per i tessuti, alle carte da gioco. Da questo momento hanno grande sviluppo le cosiddette arti minori, che, secondo una terminologia coniata nell’Ottocento, indicano tutte le forme d’artigianato e di arte decorativa, in contrapposizione ad «arti maggiori»: architettura, scultura, pittura. Il fenomeno di larga diffusione delle forme gotiche viene detto appunto gotico internazionale ed è caratteristico della società borghese di questo periodo, vivamente interessata all’arte. In Italia il massimo centro di questa cultura è Milano: il suo Duomo ne è l’espressione più alta e monumentale. Altri centri importanti del tardo-gotico sono Verona e Venezia, dove lavora uno dei massimi pittori di questo periodo, Gentile da Fabriano, che lascia trasparire dalle sue opere gli influssi della cultura senese. Proprio grazie all’opera di questo artista anche a Venezia si abbandonano i modi bizantini nella rappresentazione. La cura per il disegno minuzioso delle figure, eleganti e raffinate, è evidente anche nell’opera di un grande allievo di Gentile: Antonio Pisanello, nato a Pisa ma educato a Verona. Il successo di questo pittore, attento studioso della natura e dotato di grandissima abilità tecnica, è tale che tutte le maggiori corti signorili dell’epoca, da Milano a Verona, a Mantova, a Ferrara, Roma e Napoli, richiedono la sua opera. Nei dipinti di Pisanello ogni elemento è rappresentato con uguale nitidezza ed ogni particolare balza in primo piano, dettagliato con estrema cura.

Il Quattrocento a Firenze

Mentre nell’Italia del Nord è ancora in pieno sviluppo il gotico, Firenze continua nel processo di rinnovamento già avviato da Giotto, che aveva superato i modi espressivi bizantini recuperando la tradizione classica. Grazie ad alcuni grandissimi artisti, Firenze diventa così il centro di un profondo rinnovamento dell’arte, creando i presupposti di quel fenomeno che verrà detto Rinascimento. Nel Quattrocento, a Firenze, si afferma quindi un nuovo modo di considerare l’arte, che non è più concepita come un’attività manuale bensì intellettuale, e l’opera dell’artista è ritenuta capace di rendere elevata e spirituale la materia, che si trasforma nelle sue mani ed acquista nuova dignità. I principali esponenti di questo rinnovamento sono Filippo Brunelleschi, architetto; Donatello, scultore; Masaccio, pittore. Un altro grande artista, Leon Battista Alberti, letterato ed architetto, diventerà il principale teorico della nuova concezione dell’arte esposta in tre trattati sulla pittura, scultura e architettura. Attraverso le opere di questi grandi artisti possono definirsi i caratteri generali dell’espressività quattrocentesca che, da Firenze, si estende al resto dell’Italia.

Architettura

Le costruzioni presentano tutti i tipi di copertura, dalla volta a botte, alla crociera, alla cupola. Quest’ultima non è più impostata solo su base circolare, come al tempo dei Romani, ma anche su base quadrata, con l’aiuto di triangoli sferici di raccordo (pennacchi). Gli ordini sono rielaborati dal mondo classico ed i muri sono rivestiti di marmi, stucco e spesso abbelliti da formelle in maiolica.

Pittura

Gli affreschi e le pitture su tavola e tela, a tempera e ad olio, decorano gli edifici civili e religiosi. I soggetti sono sacri e profani; le figure sono inserite in paesaggi e architetture, rappresentati secondo le regole della prospettiva. Nella composizione è spesso presente, fra i vari personaggi, il mecenate che ha commissionato l’opera. Si abbandona progressivamente il fondo d’oro ed i corpi sono definiti nell’anatomia e nel movimento. Si afferma i ritratto, che fornisce una documentazione preziosa sull’abbigliamento, le acconciature, i gioielli dell’epoca.

Scultura

Le statue a tuttotondo, i cui soggetti riprendono quelli della pittura, hanno dimensioni spesso inferiori al vero, che conferiscono una particolare preziosità alle opere. Nei bassorilievi si ricorre alla rappresentazione prospettica. In pittura e scultura non ci sono vere e proprie scuole; ogni artista svolge una propria ricerca personale e spesso si cimenta in campi diversi, curando con uguale impegno la realizzazione di una suppellettile come di una statua; è spesso, contemporaneamente, pittore e scultore, o scultore e architetto, o tutte e tre le cose insieme.