...il primo sito che ti insegna a disegnare!
Speciale: Risposte ai lettori
Prima di proseguire con l'approfondimento sulla storia dell'Arte voglio rispondere ad una mail che mi è arrivata e che solleva alcune intelligenti riflessioni riguardanti l'interpretazione personale che ognuno di noi può dare ad un opera d'arte:
Faccio prima i miei complimenti per il sito, per secondo, mi permetto di ricordare, che riuscire a capire davvero un'opera d'arte, non è avere un parere del tutto personale, sarebbe come dire, per esempio che diagnosticare una malattia, e quale tipo, è una cosa del tutto personale, e quindi dottori possiamo esserlo tutti, cosa non vera che voi certo capirete!!!!
Così vale anche per capire, o se vogliamo rimanere in tema, radiografare un' opera, come il dottore e lo psicologo fa con una persona.
Per farlo, bisogna sia essere portato, sia studiare molto, per tutte e due le cose. Capisco che sarebbe davvero bello dire che l'arte è una cosa personale, quindi possono capirla tutti, ma non lo è.
Capire cosa vale, da ciò che non lo vale, la classe, il buon gusto, ecc... sono doti e caratteristiche che non tutti hanno, e dobbiamo ammetterlo, in più essere dei bravi critici d'arte, comporta un gusto e una cultura, che oggettivamente e seriamente non può essere davvero alla portata di tutti.
Purtroppo, per chi non lo sa, o non è in grado di capire, se vogliamo capire, qualcosa di artistico, bisogna capire seriamente ciò che c'è davanti a noi, cercando di analizzarlo oggettivamente, con serietà e no, soggettivamente, cioè lasciandoci trasportare dalle nostre personali emozioni, poichè questo è il modo più sbagliato per capire, anzi, per non capire, un'opera.
Analizzando l'opera con oggettività, ci permette di capire veramente cosa pensava, e quali sentimenti e volontà aveva colui che ci presenta l'opera, per capire l'artista bisogna dimenticare noi stessi e i nostri sentimenti e sensazioni personali,ed entrare dentro di lui! Per chi non è esperto, tutto questo, sembrerà a dir poco strano, o addirittura fantastico, poichè è all'oscuro della grande cultura, passione e buon gusto che serve per capire davvero l'opera. Ogni colore, ogni forma, ogni pennellata che vengono attentamente osservate da un buo critico d'arte, permettono di analizzare davvero l'opera e di capire a che cosa ci troviamo davanti. Per ricordarlo, un bravo critico d'arte, deve avere grande conoscenza sia pratica che tecnica di pittura, scultura, storia dell'arte, storia della letteratura, storia, filosofia, psicologia ecc... cosa che non tutti, possono avere; la psicologia, in particolare è molto importante poichè è provato che un colore e/o una forma, si traducono e significano, un reale e oggettivo stato d'animo, di chi ha fatto l'opera,.......................... e molto altro ancora, ed anche la conoscenza della filosofia, è molto importante poichè, il concetto delle linee e delle linee di forza, per esempio, spiegate da Platone, aiutano a capire un'opera d'arte da ciò che non lo è, ma ripeto; purtroppo, non tutti riescono a capirlo, anzi per la maggior parte delle persone, questo purtroppo è arabo, ma è la vera e più sincera strada per capire un'opera d'arte, senza farci trasportare dai nostri sentimenti che ci deviano dalla verità intrinseca dell'opera perchè sono personali, e quindi riguardano noi, e non l'artista, colui che ha creato! [...]
Arrivederci
Sumy
5/9/2001

Faccio prima i miei complimenti per il sito, per secondo, mi permetto di ricordare, che riuscire a capire davvero un'opera d'arte, non è avere un parere del tutto personale, sarebbe come dire, per esempio che diagnosticare una malattia, e quale tipo, è una cosa del tutto personale, e quindi dottori possiamo esserlo tutti, cosa non vera che voi certo capirete!!!!
Così vale anche per capire, o se vogliamo rimanere in tema, radiografare un' opera, come il dottore e lo psicologo fa con una persona.
Per farlo, bisogna sia essere portato, sia studiare molto, per tutte e due le cose. Capisco che sarebbe davvero bello dire che l'arte è una cosa personale, quindi possono capirla tutti, ma non lo è.
Capire cosa vale, da ciò che non lo vale, la classe, il buon gusto, ecc... sono doti e caratteristiche che non tutti hanno, e dobbiamo ammetterlo, in più essere dei bravi critici d'arte, comporta un gusto e una cultura, che oggettivamente e seriamente non può essere davvero alla portata di tutti.
Purtroppo, per chi non lo sa, o non è in grado di capire, se vogliamo capire, qualcosa di artistico, bisogna capire seriamente ciò che c'è davanti a noi, cercando di analizzarlo oggettivamente, con serietà e no, soggettivamente, cioè lasciandoci trasportare dalle nostre personali emozioni, poichè questo è il modo più sbagliato per capire, anzi, per non capire, un'opera.
Analizzando l'opera con oggettività, ci permette di capire veramente cosa pensava, e quali sentimenti e volontà aveva colui che ci presenta l'opera, per capire l'artista bisogna dimenticare noi stessi e i nostri sentimenti e sensazioni personali,ed entrare dentro di lui! Per chi non è esperto, tutto questo, sembrerà a dir poco strano, o addirittura fantastico, poichè è all'oscuro della grande cultura, passione e buon gusto che serve per capire davvero l'opera. Ogni colore, ogni forma, ogni pennellata che vengono attentamente osservate da un buo critico d'arte, permettono di analizzare davvero l'opera e di capire a che cosa ci troviamo davanti. Per ricordarlo, un bravo critico d'arte, deve avere grande conoscenza sia pratica che tecnica di pittura, scultura, storia dell'arte, storia della letteratura, storia, filosofia, psicologia ecc... cosa che non tutti, possono avere; la psicologia, in particolare è molto importante poichè è provato che un colore e/o una forma, si traducono e significano, un reale e oggettivo stato d'animo, di chi ha fatto l'opera,.......................... e molto altro ancora, ed anche la conoscenza della filosofia, è molto importante poichè, il concetto delle linee e delle linee di forza, per esempio, spiegate da Platone, aiutano a capire un'opera d'arte da ciò che non lo è, ma ripeto; purtroppo, non tutti riescono a capirlo, anzi per la maggior parte delle persone, questo purtroppo è arabo, ma è la vera e più sincera strada per capire un'opera d'arte, senza farci trasportare dai nostri sentimenti che ci deviano dalla verità intrinseca dell'opera perchè sono personali, e quindi riguardano noi, e non l'artista, colui che ha creato! [...]
Arrivederci
Sumy
5/9/2001

Capisco molto bene le obiezioni sollevate da Sumy, e sono assolutamente d'accordo con lei.
Probabilmente la colpa è mia, che non mi sono spiegata bene nel mio articolo.
In realtà, Sumy, noi due stiamo dalla stessa parte della barricata, anche se lo diciamo con parole diverse!
Prova a rileggere le prime righe dell'articolo:
Immaginate di essere in un museo di arte moderna: ci sono molti quadri appesi alle pareti, alcuni di essi davvero particolari; la maggioranza di questi quadri ha un autore poco noto, ma ci sono anche alcune opere di artisti che si sentono spesso nominare, poniamo Picasso o Malevich, tanto per fare un esempio.
La gente passeggia guardando i quadri con l'occhio del giudice implacabile: "Che orrore!" si sente dire di tanto in tanto "Questo sarebbe un artista?".Poi si vedono le stesse persone che, fermandosi davanti ad un'opera, ne leggono prima di tutto il cartellino informativo: "Oh, è un Picasso!" esclamano subito dopo ammirate "Questa sì che è Arte con la A maiuscola!".
Ora, vorrei sottolineare che, se con Arte con la A maiuscola si intende ciò che è più nominato sui libri, allora quest'Arte è davvero qualcosa di molto squallido.
Come tu stessa hai affermato, l'ignoranza in campo artistico porta solo a fraintendimenti sia nei confronti dell'opera, sia nei confronti dell'artista.
Ma perché dici che una persona a cui piace un quadro, o una scultura, non possa lasciarsi trascinare dai sentimenti che quest'opera le provoca?
Quando scrivo:
È anche vero, però, che ci sono state delle personalità all'interno della storia dell'arte che l'hanno influenzata talmente da essere ricordate sui libri. Questo però non significa che debbano per forza piacere le loro opere: nonostante la Gioconda sia tanto famosa non ci si deve vergognare se non la si ritiene un'opera particolarmente significativa.
Io sottintendo che lo spettatore conosca Leonardo, si sia informato sul suo periodo e sull'ambiente in cui la Gioconda è nata. Certo, forse ho fatto male a sottintenderlo, ma perché la Gioconda ha sempre una folla di spettatori davanti a sé, e invece gli altri capolavori, non meno importanti (come il Baldassarre Castiglione di Raffaello), che le stanno vicino non sono nemmeno mai guardati?
Io trovo che sia peggio dire "La Gioconda è stupenda" senza conoscerla veramente, ma solo per la gloria di cui gode, che "Non ritengo la Gioconda un'opera significativa" avendola studiata e avendo studiato anche il suo autore.
In ogni caso, trovo sbagliato ridurre l'arte a una scienza assolutamente oggettiva, di cui possono godere solo gli "addetti ai lavori", come i critici. L'arte non è matematica, continuerò a ripeterlo perché ne sono assolutamente convinta.
Opere e artisti tempo fa ritenuti eccelsi dagli stessi critici d'arte sono stati ridimensionati oggi, e, al contrario, molti artisti disprezzati hanno oggi trovato la loro fama. Per fare un esempio noto a tutti, gli impressionisti subirono un'emarginazione quasi totale da parte dei critici e dei giornalisti del tempo; alla loro prima mostra, scoppiò una mezza rivoluzione anti-impressionisti; il loro stesso nome, all'inizio, fu loro dato per prenderli in giro.
E non si può dire "oggi non possono succedere cose del genere" perché non è vero. I geni e gli artisti sono persone speciali, e per valorizzarli correttamente, prima che questa "superiorità" venga loro riconosciuta universalmente, ci vuole un buon intuito artistico.
I mercanti d'arte che per primi cominciarono a comprare le opere degli impressionisti e i primi galleristi che si offrirono di esporle non avevano certo studiato a fondo "pittura, scultura, storia dell'arte, storia della letteratura, storia, filosofia, psicologia ecc..." per capire questi artisti denigrati. Hanno avuto buon "fiuto". Hanno capito che quello era il futuro, non le rigide regole accademiche imposte dal Salon.
Io trovo giusto quindi studiare tutto ciò che serve per capire un autore, e rispettare le opinioni più fondate dei critici e degli esperti, ma trovo giusto anche lasciare che un'opera ci trasmetta delle sensazioni, dei sentimenti. Senza queste cose, l'arte diventa un contenitore vuoto.
Probabilmente la colpa è mia, che non mi sono spiegata bene nel mio articolo.
In realtà, Sumy, noi due stiamo dalla stessa parte della barricata, anche se lo diciamo con parole diverse!
Prova a rileggere le prime righe dell'articolo:
Immaginate di essere in un museo di arte moderna: ci sono molti quadri appesi alle pareti, alcuni di essi davvero particolari; la maggioranza di questi quadri ha un autore poco noto, ma ci sono anche alcune opere di artisti che si sentono spesso nominare, poniamo Picasso o Malevich, tanto per fare un esempio.
La gente passeggia guardando i quadri con l'occhio del giudice implacabile: "Che orrore!" si sente dire di tanto in tanto "Questo sarebbe un artista?".Poi si vedono le stesse persone che, fermandosi davanti ad un'opera, ne leggono prima di tutto il cartellino informativo: "Oh, è un Picasso!" esclamano subito dopo ammirate "Questa sì che è Arte con la A maiuscola!".
Ora, vorrei sottolineare che, se con Arte con la A maiuscola si intende ciò che è più nominato sui libri, allora quest'Arte è davvero qualcosa di molto squallido.
Come tu stessa hai affermato, l'ignoranza in campo artistico porta solo a fraintendimenti sia nei confronti dell'opera, sia nei confronti dell'artista.
Ma perché dici che una persona a cui piace un quadro, o una scultura, non possa lasciarsi trascinare dai sentimenti che quest'opera le provoca?
Quando scrivo:
È anche vero, però, che ci sono state delle personalità all'interno della storia dell'arte che l'hanno influenzata talmente da essere ricordate sui libri. Questo però non significa che debbano per forza piacere le loro opere: nonostante la Gioconda sia tanto famosa non ci si deve vergognare se non la si ritiene un'opera particolarmente significativa.
Io sottintendo che lo spettatore conosca Leonardo, si sia informato sul suo periodo e sull'ambiente in cui la Gioconda è nata. Certo, forse ho fatto male a sottintenderlo, ma perché la Gioconda ha sempre una folla di spettatori davanti a sé, e invece gli altri capolavori, non meno importanti (come il Baldassarre Castiglione di Raffaello), che le stanno vicino non sono nemmeno mai guardati?
Io trovo che sia peggio dire "La Gioconda è stupenda" senza conoscerla veramente, ma solo per la gloria di cui gode, che "Non ritengo la Gioconda un'opera significativa" avendola studiata e avendo studiato anche il suo autore.
In ogni caso, trovo sbagliato ridurre l'arte a una scienza assolutamente oggettiva, di cui possono godere solo gli "addetti ai lavori", come i critici. L'arte non è matematica, continuerò a ripeterlo perché ne sono assolutamente convinta.
Opere e artisti tempo fa ritenuti eccelsi dagli stessi critici d'arte sono stati ridimensionati oggi, e, al contrario, molti artisti disprezzati hanno oggi trovato la loro fama. Per fare un esempio noto a tutti, gli impressionisti subirono un'emarginazione quasi totale da parte dei critici e dei giornalisti del tempo; alla loro prima mostra, scoppiò una mezza rivoluzione anti-impressionisti; il loro stesso nome, all'inizio, fu loro dato per prenderli in giro.
E non si può dire "oggi non possono succedere cose del genere" perché non è vero. I geni e gli artisti sono persone speciali, e per valorizzarli correttamente, prima che questa "superiorità" venga loro riconosciuta universalmente, ci vuole un buon intuito artistico.
I mercanti d'arte che per primi cominciarono a comprare le opere degli impressionisti e i primi galleristi che si offrirono di esporle non avevano certo studiato a fondo "pittura, scultura, storia dell'arte, storia della letteratura, storia, filosofia, psicologia ecc..." per capire questi artisti denigrati. Hanno avuto buon "fiuto". Hanno capito che quello era il futuro, non le rigide regole accademiche imposte dal Salon.
Io trovo giusto quindi studiare tutto ciò che serve per capire un autore, e rispettare le opinioni più fondate dei critici e degli esperti, ma trovo giusto anche lasciare che un'opera ci trasmetta delle sensazioni, dei sentimenti. Senza queste cose, l'arte diventa un contenitore vuoto.
