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Teoria del colore



Esempi pratici della teoria dei colori

Lo spettro fa modo che una determinata tonalità appaia nitida oppure vicina ad altri colori. Le tonalità che risultano nitide corrispondono a colori complementari saturati, dato che ogni colore può raggiungere una sua massima intensità.
Per esempio un rosso non potrà mai essere più rosso di quello che è. Se lo vogliamo modificare, abbiamo due possibilità: combinandolo con il bianco, possiamo fare modo che perda forza; viceversa, aggiungendo un po' di blu -in quantità molto ridotta, altrimenti il rosso tenderà al violetto- , lo scuriremo.

Provate queste sintesi cromatica su un foglio, disegnate dieci quadretti in successione. Dipingente il quinto di rosso e quindi tutti gli altri aggiungendo gradatamente del bianco in quelli di sinistra e del blu in quelli di destra.



Gamma di colore

Possiamo dividere i colori in tre gamme di vivacità, ciascuna delle quali individuata da pochi colori tipici:
  • gamma fredda: viola, blu e verde;
  • gamma calda: giallo, arancio e rosso;
  • gamma pallida: i colori sono mitigati da varie tonalità di grigio.
Ricapitolando, i colori secondari si ottengono mescolando a due a due i colori primari, mentre un colore primario mescolato ad un colore secondario da un colore intermedio.
Se mescoliamo in parti uguali viola e giallo, otterremo il bistro (un colore molto scuro, quasi nero, che useremo al posto del nero per scurire i colori, mantenendo nella vivacità e brillantezza). Il bistro si tiene anche dalla mescolanza di arancio e blu o di verde e rosso.
Mentre un colore si scurisce col nero o con il bistro, tutti colori chiari, diversi, si ottengono aggiungendo bianco o, nel caso della tecnica d'acquarello, diluendo il pigmento in acqua.
Il grigio neutro e un frutto della mescolanza di tre colori primari con il nero e il bianco, mentre le diverse tonalità di grigio si ottengono con il bianco o poco nero. Se si vuole 'scaldare' il grigio, bisogna aggiungere un goccio di magenta. Se invece si vuole 'raffreddarlo' bisogna aggiungere del blu.

Proprietà fisiche dei colori
  • tonalità: quantità di luce presente nei singoli colori; dipende dal grado di assorbimento della luce da parte della retina.
  • intensità o cromaticità: brillantezza o opacità del colore, che varia dal chiaro allo scuro, dal brillante al tenue.
  • gradazione: grado di luminosità di un colore.
  • vivacità: qualità termica, secondo la quale il rosso, l'arancione e il giallo sono considerati "caldi" mentre i blu, il verde e viola sono considerati "freddi".
  • durezza: qualità tattile che fa considerare 'duri' il rosso, il bianco e il giallo e 'morbidi' il blu e il nero.
  • tonalità affettiva: esistono colori che producono in noi piacere o avversione.
  • forza: capacità di un colore di risaltare (per esempio il bianco e nero).
  • grandiosità: e una delle qualità di stimolo più che di percezione.
  • area: le superfici verdi o blu sembrano più ampie di quelle rosse o gialle.
  • localizzazione: rosso giallo sembrano più vicini, blu e verde più lontani.
  • trasparenza: capacità di rivelare o di occultare ciò che sta dietro.
  • brillantezza: è prodotta da riflesso della luce sulla superficie dell'oggetto.

Valori simbolici dei colori

I colori hanno un'enorme influenza sullo stato d'animo: ogni colore provoca infatti una determinata reazione emotiva nel soggetto; si pensi soltanto l'uso di colori tenui come il celeste il verde chiaro negli ambienti ospedalieri, al fine di trasmettere pazienti pace e tranquillità; o, per contrasto, al colore giallo del taxi facilmente identificabile anche in pieno traffico oppure di notte. Anche la nostra lingua ha mutato modi di dire: ad esempio la disperazione e nera, la collera è rossa, la speranza è verde, mentre l'amore è rosa. Una sposa e tradizionalmente vestita di bianco, come un neonato, simbolo di purezza e innocenza. Nero, invece, il colore del lutto, del dolore e del pianto.

Composizione dei colori

I pittori dell'antichità fabbricavano i colori personalmente, e nel produrli ognuno usava un procedimento personale. Nel 1864 Eugène Chevrel catalogò le tinte antiche: 14.400 tonalità cromatiche materiali ottenute da sostanze naturali usata nelle botteghe dei maestri fino al 700. Nel XIX secolo la chimica industriale provocò una rivoluzione nell'organizzazione del lavoro artistico con l'immissione sul mercato dei colori sintetici. In tal modo però si appiattì e si generalizzato l'uso di colori, che non vennero più prodotti nel segreto delle botteghe, in base a ricette tradizionali. Il miracolo pittorico dell'impressionismo va in gran parte ascritto ai meriti dell'industria Lefranc, che produceva ottimi colori in tubetto.
I macchiaioli italiani, che non erano meno bravi dei loro colleghi d'oltralpe, usavano prodotti autarchici piuttosto scadenti, con il risultato di rendere ombreggiato e tetro anche ciò che le loro intenzioni doveva essere brillante solare.
In seguito entrarono in lizza con prodotti di qualità altre aziende tedesche, belghe, olandesi e infine italiane, ognuna delle quali propose gambe più o meno ampie di tonalità di colore.
Tutti colori che si utilizzano oggi nei diversi metodi pittorici hanno una cosa in comune, il pigmento, che altro non è se non un colore in polvere. Sono gli agglutinanti che rendono i vari tipi di colore adatti alle diverse tecniche: acquarello, pastelli, olio, tempera eccetera.
I pigmenti possono essere di origine animale, vegetale o minerale, ma il pittore alle soglie del duemila ha a disposizione per lo più materiali artificiali. Si trovano ancora pigmenti di origine naturale, ma vengono usati sempre più raramente anche per la loro tossicità: non dimentichiamo gli avvelenamenti cui andavano soggetti pittori nei secoli passati.

I bianchi

I più noti sono il bianco di piombo, il bianco di zinco e il bianco di titanio. Il primo, chiamato anche bianco d'argento, è molto opaco e asciuga con facilità. E particolarmente indicato per impasti grossi e per sfondi, rappresenta un alto grado di tossicità.
Il bianco di zinco viene chiamato anche bianco Cina e ha una tonalità più fredda, azzurrina.
Si mescola bene con gli altri colori schiarendoli, ma copre meno asciuga più lentamente. Non è tossico. Il bianco di titanio è entrato recentemente nel campo della pittura; la tonalità è ugualmente opaca, asciuga in tempi normali, non è tossico e copre bene.

I gialli

Il giallo di cadmio, luminoso e dall'asciugatura lenta, si mescola bene con tutti colori tranne che con quelli a base di rame, come il verde opaco. Mescolandolo con il blu, da un bel verde intenso. Il giallo Napoli e uno dei pigmenti più antichi. Presenta un alto grado di ocapacità, si mescola bene con gli altri pigmenti è altamente tossico, essendo indiretto derivato del piombo.
Il giallo di cromo limone esiste il sfumature cromatiche diverse, che vanno dal limone e fin quasi all'arancio. Colore opaco, con poca resistenza alla luce, soprattutto nelle tonalità più chiare, è tossico.
Anche il giallo ocra, o giallo terra, ha origini antiche. Alcuni pittori lo prediligono considerandolo un pigmento più naturale. Copre e si mescola assai bene. Il terra di Siena naturale viene da Siena, come indica suo nome. Bisogna tener presente, però, che questo pigmento tende a scurirsi nel tempo e deve assolutamente essere diluito con una giusta quantità di olio non è consigliabile usarlo per zone ampie o per sfondi.

I rossi

Il rosso carminio è un colore brillante che, mescolato al bianco di zinco, può fornire una ricca gamma di toni e rosati. Mescolato al blu, di origine a luminosi violetti. È abbastanza fluido ma asciuga lentamente. Il pigmento naturale ricavato dal corpo di seccato di un insetto sbiadisce con facilità, mentre quello prodotto da una pianta resiste di più alla luce ed è infinitamente meno caro. I rosso vermiglione e luminoso, opaco e secca lentamente. Se di origine minerale (composto di zolfo e mercurio) e molto tossico, alla luce del sole annerisce e non si mescola con i colori a base di rame. Oggi si usa quello ricavato da pigmenti artificiali. Il rosso di cadmio a un vantaggio rispetto al vermiglione: non annerisce al sole, per cui viene usato spesso come sostituto. È brillante e potente e non si mescola ai colori a base di rame. Il terra di Siena bruciata ha alcune caratteristiche in comune con il terra di Siena naturale la sua origine e la stessa però il bruciato e più scuro e tende al rossiccio. Il pericolo che scurisca è minore, anche se è bene diluirlo con molto olio.

I blu

Il blu di cobalto e un colore che non copre bene ma asciuga rapidamente. Deve essere diluito con molto olio, per cui nel tempo può assumere una tonalità verdastre. Se mescolato con altri colori che impiegano più tempo ad asciugarsi, può screpolarsi. Il blu oltremare, derivato anticamente dagli lapislazzuli, era assai usato nell'antichità, nonostante fosse particolarmente laborioso sminuzzarlo e fosse oltremodo costoso. Oggi viene prodotto artificialmente. Si mescola bene con tutti i colori tranne con quelli a base di rame: combinato con il giallo di cadmio, da dei verdi brillanti, con il rosso carminio dei viola intensi. È opaco e completamente stabile, all'aria aperta si altera e alla luce artificiale appare assai scuro. I blu di Prussia asciuga bene e solitamente scolorisce quando viene mescolato con colori chiari. Il suo tono cromatico è influenzato dalla luce che può schiarirlo. In questo caso consigliamo di lasciarlo per un periodo al buio: lo vedremo riprendere il suo colore originario.

I verdi

Il verde terra è un derivato dell'ocra. È di origine molto antica e presenta tonalità di colore cachi. Si adatta perfettamente tutte le tecniche. Copre bene e asciuga con relativa rapidità.
Il verde smeraldo (o verde virdian) non presenta buone doti di stabilità cromatica. E' un colore trasparente: se mescolato con il giallo di cadmio produce un verde brillante, chiamato verde permanente. L'ossido di cromo verde presenta un basso grado di vivacità di tono, ma è molto coprente. Il verde di cobalto si manifesta in diverse tonalità. Non si deve mescolarlo con le terre.

Bruni e neri

Il terra scura naturale e il terra scura bruciata asciugano con rapidità e presentano un buon grado di stabilità. Non sono consigliabili per impasti densi. Il terra cassel (o bruno Van Dyck) ha una tonalità simile al terra scura naturale, con una leggera tendenza al grigiastro. Di solito viene usato nei ritocchi.
Il nero avorio, che si otteneva dalla calcinazione di polvere d'avorio, oggi è sostituito dal nero di ossa ottenuto dalla calcinazione di stinchi di animali. Si asciuga molto lentamente e presenta un ottimo grado di stabilità. Particolarmente stabile è anche il nerofumo: viene usato con ottimi risultati in tutte le tecniche. Il nero di vite si ottiene dalla calcinazione di tralci di vite. Si presenta in una tonalità a sfondo bluastro.