MomArte

MomArte

Momarte - Bloc notesA tutti gli artisti piace scegliere con cura i propri strumenti di lavoro, perdersi tra gli scaffali, annusare la carta e meravigliarsi di fronte a scansie zeppe di colori. Con l’avanzare della tecnologia, però, sono cambiate anche le esigenze. Spesso è più comodo restare a casa e sfogliare le pagine di uno store online. Ma cosa c’è dietro a un negozio virtuale di belle arti? Questo approfondimento si propone di scoprire i retroscena del digitale, dando il modo a tutti gli artisti di conoscere dettagli, problemi e necessità.
Inauguriamo la rubrica con MomArte, uno store online dedicato al mondo dell’arte, pensato per artisti da artisti.
MomArte non è solo un negozio virtuale, è anche una community molto attiva su Facebook che ha come missione quella di incoraggiare giovani talenti, fornendo materiali sicuri e freschi di produzione.

Ma chi si nasconde dietro a questo nome?

Disegnamo.it: sulla vostra pagina scrivete che l’attività è nata nel 2015 dalla collaborazione di tre amici, appassionati e amanti dell’arte. Ci raccontate qualcosa in più di voi? Metteteci la faccia!

MomArte:
Dietro la “vetrina virtuale” di MomArte si nascondono 3 persone: Tiziano, Cristina e Raffaello.
Siamo amici da molto tempo e tutti e tre abbiamo un background artistico, chi nelle arti figurative e belle arti, chi nella musica.
In passato avevamo già collaborato su altri progetti, ma questa è la prima volta che abbiamo una vera esposizione verso il grande pubblico.

Siamo dei ragazzi con una visione ottimistica e positiva del futuro e delle possibilità che si aprono davanti a noi. E vogliamo trasmettere questo ottimismo anche alle persone che gravitano intorno a MomArte.

Disegnamo.it: perché aprire uno store online? Come vi è venuta l’idea e perché avete scelto uno spazio virtuale invece di un negozio classico?

MomArte:
Aprire uno store online è un’idea molto diffusa tra le persone che cercano di rendersi indipendenti economicamente o vogliono crearsi una situazione lavorativa “autonoma” cioè slegata dalle logiche del lavoro dipendente.
Naturalmente non è così semplice come sembra. Sia un negozio fisico che uno online condividono una serie di caratteristiche e questioni da risolvere: fornitori, magazzino, gestione degli stock, promozione. Il fatto di essere online ha il vantaggio di non legarci a un territorio o a una posizione geografica, ma di poter raggiungere tutte le parti d’Italia.
Non escludiamo però, in un futuro, di valutare la possibilità di avere delle sedi fisiche e reali, magari cercando qualche soluzione alternativa e particolare, che ci discosti un po’ dallo stile dei negozi di Belle Arti “classici”.

Disegnamo.it: in un mondo virtuale molto competitivo dove i grandi store dettano legge e riescono a offrire prezzi concorrenziali, come si può restare a galla? Che politiche di promozione usate?

MomArte:
La linea che ci siamo imposti è quella di offrire dei prodotti di alta qualità a dei prezzi corretti.
Abbiamo delle promozioni sui prezzi, ma non vogliamo sicuramente diventare una sorta di “discount” delle Belle Arti.

Cerchiamo quindi di offrire un servizio ottimale per i nostri clienti in tutti gli aspetti: qualità del prodotto, servizio clienti, supporto dopo l’acquisto e disponibilità all’ascolto delle richieste in caso di ordini particolari.
Vogliamo fare capire ai nostri clienti che dietro alla nostra “vetrina virtuale” non ci sono degli automi programmati per fare soldi, ma delle persone vere.

In più cerchiamo di apportare delle idee fresche ed innovative al progetto, che ci permettano di slegarci dalla logica di e-commerce classico. Ad esempio con la creazione di una community di artisti intorno a MomArte!

Disegnamo.it: parliamo di questa. Date molta importanza alla vostra community su Facebook, dando spazio ad artisti emergenti. Raccontateci qualcosa di più, ad esempio come si può partecipare attivamente?

MomArte:
Un punto fondamentale su cui stiamo lavorando è la creazione di una community di artisti e appassionati di Belle Arti. Non volevamo limitare il nostro progetto a uno store online dove arrivi, compri e riparti, volevamo offrire qualcosa di più.
Lavoriamo con costanza alla nostra pagina Facebook, proponendo brevi articoli sulla storia dell’arte, opere di artisti famosi o emergenti, trasmettendo frasi motivazionali… È davvero molto interessante, perché ci permette di imparare tantissime cose e conoscere un sacco di persone interessate al mondo delle Belle Arti!
momarte - we want you 2Vorremmo cercare e promuovere lo stesso spirito che si trovava nelle antiche botteghe d’arte e nei negozi di prodotti… un rapporto tra venditore cliente che non è solo commerciale, ma che incoraggia lo scambio di idee e di consigli sulle tecniche e sui prodotti.

Vogliamo promuovere tutte le persone che amano e “fanno” Arte, indipendentemente dal livello e dall’istruzione: ti diamo uno spazio dove poter mostrare le tue creazioni e questo ti esporrà al parere degli altri artisti!

Partecipare è molto semplice… basta scriverci a info@momarte.com e mandarci una breve bio e una selezione di 3-4 opere. Tutto qui!

Disegnamo.it: secondo voi, qual è la parte più difficile del vostro lavoro? E la parte più interessante?

MomArte:
La parte più difficile del nostro lavoro è quella di ricordarci che in una maniera o nell’altra siamo un negozio e dobbiamo fare quadrare i conti restando professionali e orientati al commercio! Se fosse per Tiziano dovremmo dare prodotti omaggio a tutti gli amici che ci mandano le opere via Facebook, per ringraziarli! Naturalmente in questa maniera il negozio chiuderebbe dopo due giorni… :D

La parte più interessante è quella legata alla continua ricerca di idee e nuovi metodi di comunicazione, per trasmettere la nostra passione per il mondo dell’arte e creare un legame tra noi, i nostri amici e gli artisti che ci gravitano intorno!

Disegnamo.it: state pur certi che a tantissimi artisti, almeno una volta nella vita, è passata per la testa l’idea di aprire un negozio di belle arti. A volte si abbandona il progetto per mancanza di fondi, altre per problemi burocratici o, più semplicemente, perché non si è portati per il commercio. Che consigli, o avvertimenti, vi sentireste di dare a chi desidera percorrere questa strada?

MomArte:
I consigli che possiamo darvi sono:
1. Createvi una buona squadra, dove ogni componente si occupi di un aspetto specifico. Ci sarà il “creativo”, quello che “fa quadrare i conti”, chi “gestisce i clienti”, ecc.
2. Trovate un formato che sia innovativo e differente. Siamo in un periodo di cambiamenti ed è quindi inutile lanciarsi sul mercato con il formato classico sperando che funzioni. Ci vuole qualcosa che faccia la differenza!

Disegnamo.it: per concludere, volete dire qualcosa agli artisti che si sono fermati a leggere queste righe?

MomArte:
Momarte - Ispirazione artisticaAssolutamente!
MomArte vuole essere un punto di riferimento per tutti voi e vuole premiare la fiducia che riponete in noi ogni volta che acquistate un prodotto.

Comprate un set di colori da noi per il vostro nuovo dipinto? Scrivetecelo e mandateci l’opera terminata, noi la pubblicheremo e promuoveremo sulla nostra pagina Facebook… magari qualcuno vi contatterà per acquistarla! In questo modo tutti e due saremo vincitori.

In più siamo aperti e curiosi di ascoltare tutte le vostre richieste ed idee, sia per quanto riguarda i prodotti, sia per quanto riguarda le iniziative da lanciare!

Conoscete una linea di prodotti che non si trovano da nessuna altra parte, ma ritenete interessanti? Scriveteci!
Volete lanciare un corso di pittura nella vostra zona e volete dei consigli o uno sponsor per il materiale? Scriveteci!
Volete sponsorizzare la vostra mostra che si terrà il mese prossimo? Scriveteci!
Credo di aver fatto capire il concetto… :D

Grazie mille per averci dedicato il vostro tempo, sicuramente le risposte sono state apprezzate. A questo punto invitiamo i lettori a fare un salto sul vostro sito. Gli articoli sono divisi per tipologia e utilizzo, in modo da facilitare la ricerca. In più, servizio davvero degno di nota, se non trovate l’articolo desiderato, c’è un numero verde gratuito da chiamare: 800 144 769, MomArte provvederà a renderlo disponibile appositamente.

Dietro l’Artista

Dietro l’Artista

MomArteA tutti gli artisti piace scegliere con cura i propri strumenti di lavoro, perdersi tra gli scaffali, annusare la carta e meravigliarsi di fronte a scansie zeppe di colori. Con l’avanzare della tecnologia, però, sono cambiate anche le esigenze. Spesso è più comodo restare a casa e sfogliare le pagine di uno store online. Ma cosa c’è dietro a un negozio virtuale di belle arti? Questo approfondimento si propone di scoprire i retroscena del digitale, dando il modo a tutti gli artisti di conoscere dettagli, problemi e necessità.

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Volto in movimento

COME DISEGNARE UN VOLTO IN MOVIMENTO
A cura di Chiara Silva

ritratto-volto-di-profiloCome si realizza un ritratto realistico di un volto di profilo? E di tre quarti?
Muovere i primi passi per realizzare un ritratto efficace può sembrare davvero complesso. Uno degli aspetti che appare più insidioso al principiante è quello del movimento, e la testa è un soggetto assolutamente mobile; anzi, mobilissimo, perché in ogni secondo possono variare in essa infiniti dettagli. Dai battiti di ciglia alla rotazione dell’occhio al movimento delle labbra, allo spostamento dei capelli, sino al movimento anche impercettibile del collo e delle spalle che agiscono immediatamente sull’inclinazione e rotazione del capo.

Questi appena citati sono i due movimenti fondamentali che la testa compie: ROTAZIONE ed INCLINAZIONE.

Iniziamo a definirli: la rotazione è un movimento in cui l’asse della testa resta verticale e ruota su se stesso. Tutto il volume facciale e del cranio gira ma non viene mai ad alterarsi l’altezza dell’asse né le distanze in verticale degli elementi. Cambia invece tutto negli assi orizzontali poiché, si inizierà a vedere scorciate tutte le larghezze degli elementi che ruotano. Ad esempio, in rotazione, le due metà della bocca non saranno simmetriche, nemmeno gli occhi avranno più la stessa dimensione, per non parlare del naso, di cui probabilmente non vedrò nemmeno più una narice, perché coperta dalla punta.
Nel movimenti di inclinazione, al contrario, l’asse centrale viene ad alterare la sua verticalità, inclinandosi. Se esso si inclina verso destra o verso sinistra, tutto resta semplice; se al contrario questa inclinazione avviene indietro o avanti, ecco che entra in gioco la necessità di una sapiente e corretta resa prospettica.
Quando si realizza il ritratto di un soggetto vivente, lo si può fare usando diverse composizioni. La visione frontale è solitamente poco usata perché molto statica. Anche il profilo è una visione inusuale benché a me piaccia molto. Elementi come il naso, la nuca, l’acconciatura, si colgono molto bene attraverso il profilo e se si fa sapiente uso delle luci e del gioco figura/sfondo, si possono ottenere ritratti davvero affascinanti.
La visione che meglio si presta al ritratto è comunque quella in tre quarti. Questa può essere più tendente al frontale o al profilo a seconda della volontà del ritrattista. In questa seconda video lezione affrontiamo insieme i procedimenti per disegnare la testa di profilo e di tre quarti e lo faremo ragionando sulle strutture delle forme e sulle proporzioni, cercando di percorrere un secondo gradino dopo quello raggiunto con il primo tutorial.

TUTORIAL: Come disegnare un volto in movimento
Cliccate qui per seguire il video tutorial e provate subito ad applicare le tecniche descritte per disegnare un volto in movimento.

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Ritratto dal vivo

RITRATTO DAL VIVO
A cura di Chiara Silva

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INTRODUZIONE DELLA RUBRICA
Dopo il successo delle 2 video rubriche dedicate al mondo del disegno, in tanti mi avete chiesto di affrontare il tema del ritratto del volto umano.
Ebbene, ho deciso di assecondare le vostre richieste e ho creato una nuova rubrica che tratta nello specifico come imparare a realizzare un ritratto realistico a matita.
Il volto umano è tra i soggetti che, chi ama il disegno, maggiormente desidera padroneggiare Vedere emergere da un foglio bianco i lineamenti realistici di qualcuno, soprattutto di qualcuno che conosciamo e amiamo, nonostante l’era del digitale e dei selfie, conserva il suo fascino magico e inimitabile.
Nessuna tecnologia sarà mai in grado di annientare lo stupore davanti alla capacità della nostra mano di rappresentare la somiglianza e il realismo. Certo questa non è la principale funzione che l’arte riveste oggi ma, esistono ancora le scuole d’arte che lo insegnano e ancora a molti interessa acquisire le competenze per disegnare ritratti efficaci.
Lo si può fare anche solo per diletto, senza ambire a farne una professione; di sicuro la pratica del disegno resta una delle attività che portano maggiori benefici ai nostri sensi. Questo a patto che il risultato del nostro disegno ci convinca e sia efficace. Che sia realistico o espressivo non importa, non esistono a parere mio gerarchie su quale tipo di disegno sia da definirsi superiore. L’importante è che il risultato sia coerente con il progetto che sia in mente e che l’ha concepito. Se voglio eseguire un ritratto del volto umano realistico da regalare al mio amato, questo non potrà essere un Picasso del periodo cubista. Senza nulla togliere a Picasso, questo non era il mio obiettivo. Dovrò quindi conoscere le tecniche e le strade per padroneggiare l’abc del ritratto per poi lasciare largo spazio all’esercitazione, indispensabile prassi per migliorare la qualità del mio segno grafico e la capacità di leggere e rappresentare luci e ombre.

Per chi vuole avvicinarsi a questa pratica e compiere i primi passi verso il ritratto realistico a matita, ho pensato ad una serie di video tutorial che possano guidarvi a raggiungere un risultato efficace.
Ho studiato un metodo semplice, davvero accessibile a tutti; che in soli 3 passi può portarvi a comprendere gli aspetti essenziali del ritratto, senza perdervi in complicate faccende tecniche. Non che queste non servano, anzi, ci sarebbe da dire molto ma molto di più di queste tre semplici regole, ma come in tutte le cose, bisogna partire gettando le basi. Non è per nulla un concetto scontato. Quanti studenti ho visto demotivati da risultati terribili! La maggior parte di loro, sapeva disegnare benissimo un occhio, un naso, una bocca… poi però alla “ricostruzione” dell’intero volto, cadevano nell’incapacità di legare tutti questi particolari alla struttura della testa e i risultati apparivano disturbanti e pieni di errori.

VIDEO N°1 – COME DISEGNARE UN VOLTO
Ecco che, a partire da questo primo video, come disegnare un volto, voglio dimostrarvi come, dapprima, è necessario dedicarsi alla visione d’insieme della testa, individuando in essa, volume, proporzione, forma, per preparare il terreno a quelle meraviglie che sono i dettagli. Senza aver appreso questo, il ritratto “cade”, come un castello di carte.

Se questo video ti è piaciuto approfitta adesso della possibilità di scaricare una lezione gratuita estrapolata dal mio corso NATI PER IL RITRATTO.

video-corso-disegno

Nel (di)segno di…

Nel (di)segno di…
A cura di Chiara Silva

INTRODUZIONE

Questa nuova rubrica nasce per gli appassionati di disegno e si propone di avvicinarci in modo profondo agli aspetti tecnici ed espressivi dell’opera grafica di alcuni grandi artisti. Di questi, in alcuni casi, sono note alla maggior parte del pubblico solo le opere pittoriche o scultoree che hanno sviluppato e posseggono una qualità di segno così particolare da essere inconfondibili, come un’impronta, una carta d’identità ancora più profonda della loro stessa firma.

La rubrica interesserà soprattutto chi ama l’arte in genere e chi nutre una passione particolare per il disegno, perché lo pratica, perché non lo pratica ma vorrebbe farlo, perché lo pratica ma vorrebbe imparare ad andare “oltre”, cioè verso quei valori espressivi che fanno di un disegno un’opera d’arte. Definito il “padre di tutte le arti”, il disegno come aspetto fondamentale di progettualità e di rappresentazione fresca ed immediata di un’idea o come tecnica esecutiva finale di un’opera d’arte è ciò che più ci parla dell’artista che l’ha prodotto.

Provo un particolare piacere a osservare le sezioni dedicate al disegno nelle grandi mostre; lì in quei piccoli fogli sgualciti, ingialliti, ricchi di appunti e incorniciati come minuscole finestre sul mondo interiore dell’artista, trovo qualcosa di unico e intimo, che appartiene alla sensibilità di chi l’ha prodotto almeno quanto le grandi opere. Molti di questi disegni sono a volte sconosciuti ai più, quando invece si tratta di veri e propri tesori nascosti, da gustare con molta calma, linea dopo linea; la matita, la grafite, il carboncino, la china, le penne, lasciano segni che raccontano un istante solo, rapido, un’idea immediatamente fermata sul foglio.

Il disegno è come una grafia, appartiene intimamente all’artista e precede l’esecuzione di qualsiasi opera complessa. Anche oggi, nell’era dei New Media, il disegno digitale ad esempio contiene quella componente estetica che è lo sviluppo della pratica, della creatività, dell’intuito dell’artista attraverso uno strumento e un supporto differente.

Aspetto importante di questa rubrica sarà anche l’approccio pratico, ovvero la fase finale di ogni numero; lungi dal voler insegnare a produrre falsi d’autore, il progetto ha invece l’obiettivo di sviluppare per gli amanti del disegno e dell’arte in generale, il proprio segno grafico, alla ricerca di quelle caratteristiche estetiche ed espressive che per essere “scoperte” hanno bisogno di grandi esempi. I contenuti di questa rubrica risulteranno particolarmente interessanti e utili sia a chi si appresta a imparare a disegnare, sia a chiunque abbia già frequentato un corso e abbia desiderio di continuare a sperimentare, a provare, a ricercare.

Allora, prima di iniziare con la prima delle nostre “letture” de Nel (di)segno di…, ci sarà indispensabile chiarire maggiormente alcuni concetti chiave che ci accompagneranno ogni volta nelle nostre letture.
Vorrei iniziare da tre semplici parole, ovvero le componenti essenziali della produzione di qualunque tipi di segno grafico: LA MANO, LO STRUMENTO, IL SUPPORTO.

Ogni segno grafico ha origine dal movimento con cui la mano, impugnando uno strumento, traccia, segna un particolare supporto.

IL GESTO è ciò che l’organo mano o l’intero braccio o l’intero corpo , sul piano biologico, antropologico, sviluppa compiendo segni.
LA TRACCIA è la forma estetica del segno sul piano materico e tecnico, il risultato della combinazione tra lo strumento impiegato e la superficie che lo accoglie.
LA LINEA è la codificazione grafica del segno sul piano simbolico-culturale. Può avere diversi livelli di astrazione e ciò dipende dalle funzioni comunicative del sistema linguistico a lei assegnato.

Così solo quando è il pensiero dell’artista che attraverso la mano diviene gesto, nasce il linguaggio; il linguaggio proprio di quell’artista che è costruzione della conoscenza del proprio mondo interiore e di quello esteriore.
Pensiamo per esempio al significato di tècne presso i greci, ovvero non solo una semplice abilità manuale ma piuttosto un modo di conoscere, un far apparire ciò che per essenza non apparirebbe di per sé, vedere in un modo più ampio.

Le variabili che conferiscono un carattere espressivo specifico al gesto di un artista sono IL MOVIMENTO e LA MANO che, nella pratica continua (spesso un artista sceglie il suo strumento prediletto, e lo usa finché non è completamente consumato e inutilizzabile), si fondono e divengono quasi un tutt’uno.
Il ductus di un disegno è il modo in cui viene tracciato e la rapidità con cui viene fissato il segno
grafico; da ciò si legge il tipo di impugnatura del supporto, ma soprattutto l’anima, il temperamento, il carattere espressivo del disegnatore.
Ecco quindi che diventa necessario osservare la pressione del segno (leggero o calcato o modulato), con cui la mano esegue un movimento (lento, veloce, ritmico) e la durata (continua o frammentata) che esso possiede.

La mano, le dita, il polso compiono i movimenti più importanti e ogni tipo di impugnatura è funzionale al tipo di strumento e al risultato che si vorrà ottenere.

Solo quando sono le tensioni, le emozioni, le pulsioni psichiche a confluire nella mano, animandola in modo urgente e incontenibile, vediamo nascere la carica espressiva che si libera nel gesto.
L’azione è divenuta visibile e resta fissata come unica e definitiva memoria di quell’istante. Ecco apparire il disegno!

Questo mondo affascinante è davvero vastissimo; per esplorarlo senza perderci ho pensato di farci accompagnare di volta in volta da un artista diverso.

Vai a Pablo Picasso.

Pablo Picasso

Nel (di)segno di…
PABLO PICASSO

A cura di Chiara Silva

“Bisogna uccidere l’arte moderna. Questo significa che bisogna uccidere sé stessi, se si vuole continuare ad essere in condizione di fare qualcosa.”

Con questa frase scritta da Picasso al culmine del successo della sua pittura cubista, iniziamo il breve viaggio nel disegno di Pablo Picasso.
Per chi di voi è attento o mastica un po’ di storia dell’arte, la frase suonerà un po’ strana. Proprio lui, l’artista forse conosciuto come il più rivoluzionario nell’arte dell’inizio del novecento, dopo aver dato vita al movimento Cubista, parla di “uccidere l’arte moderna”, per ritornare a quelli che sono i più tradizionali moduli figurativi classici, ricercando nuove soluzioni formali sempre innovative al fine di scongiurare lo spettro della ripetizione e continuare a farsi interprete della rappresentazione dello spirito della sua epoca, come pochi altri sono riusciti a fare.
Picasso non è solo cubismo, quest’ultimo rappresenta solo una stagione della sua opera lunghissima e instancabile; chiunque abbia qualche conoscenza un po’ più approfondita del maestro spagnolo, sa che la sua formazione fu assolutamente tradizionale, che le sue abilità tecniche erano formidabili e che il suo legame con il “classico” riemerge nella sua potente seduzione, in tutti i momenti di svolta nella carriera dell’artista.

Oltre a essere un pittore, scultore e ceramista, Picasso esprime con massima efficacia la sua forza creativa attraverso il disegno e l’incisione, ovvero in quelle tecniche nelle quali la sua mano e il suo segno sono liberi e immediati. Ancora oggi si trovano in vendita centinaia di disegni di Picasso, frutto di una produzione talmente vasta e originale da sembrare infinita; Picasso disegnava continuamente e aveva raggiunto con il suo segno una tale sicurezza da riuscire a dare vita, con una sola linea, a figure eleganti e compiute, come pochi altri artisti sono mai stati in grado di fare. Un segno essenziale, preciso, asciutto e pulito che si curva e si modula senza nessuna esitazione.
Vi invito a mettervi davanti a un suo disegno e a osservare la linea che lo percorre. Si tratta di una linea-spazio che definisce una forma chiusa precisa e compatta, da scultore, che si fa perimetro, senza esitazione alcuna. Grande attenzione è posta anche sulla composizione del disegno; le forme sono in relazione fra loro attraverso un equilibrio perfetto.
Nel disegno con materie grasse e friabili quali la grafite e le matite o con tecniche elastiche ed umide come la penna , il bistro o l’inchiostro, la sua linea disegnativa, così simile a quella di Ingres, è la sintesi dello sdoppiamento che ciascun artista vive tra realtà e anima, un segno fluido che si muove alla ricerca del linguaggio perfetto per dare forma e far vivere ciò che l’animo vive.
“Il disegno non è la forma, ma il modo di vedere la forma” scriveva Picasso.
Allo stesso modo le tecniche incisorie dirette come la puntasecca o indirette quali l’acquaforte, producono esiti formali che sono espressione di un percorso di purificazione nel quale le forme chiare, pulite ed essenziali sono un ricongiungimento con il proprio tempo e il dramma che l’Europa vive dopo il primo conflitto mondiale.

Per la parte pratica di questo numero, dobbiamo riuscire nel difficile intento di approcciare la figura umana, ed in particolare mi piacerebbe fare provare a tutti l’esperienza di dare vita ad un piccolo ritratto.
Le parole chiave saranno LINEA, SEMPLIFICAZIONE, FORME CHIUSE, SOLIDITÀ.
Chi muove i primi passi nel disegno non deve spaventarsi; come abbiamo più volte ribadito, l’intento qui non è certo quello di realizzare falsi d’autore plausibili, ma semplicemente di acquisire, attraverso l’esempio dell’opera di grandi artisti, spunti interessanti per migliorare aspetti importanti del “saper disegnare”… la pulizia della linea, l’espressività del segno, la mobilità del polso, la capacità di “vedere oltre” il dato puramente visibile della realtà che ci circonda, e molto altro ancora.

Per questa esercitazione vi serviranno pochi materiali:

•  Una matita grafite 8B
•  Un tratto-pen nero
•  Carta da lucido
•  Carta carbone

Scegliete poi una fotografia ben definita e abbastanza grande di un volto, che sia qualcuno che conoscete o un volto tratto da una rivista non importa, l’importante è che il volto sia sufficientemente grande da poter leggere i dettagli, meglio se in formato A4 (lo rappresenteremo in scala 1:1)

Siamo pronti a iniziare.

Torna all’introduzione.

Il chiaroscuro

Per la rubrica “DOVE HO SBAGLIATO?” oggi affronteremo un altro tema molto importante:

Perché non mi riesce un chiaroscuro omogeneo e sfumato?

Siamo adesso alle prese con una delle problematiche più comuni per chi si avvicina al mondo del disegno a mano libera.
Superato lo scoglio del disegnare le forme così come realmente si vedono, ecco presentarsi un’altra difficoltà: il chiaroscuro.
Riuscire a eseguire un buon chiaroscuro significa saper regalare al nostro disegno l’illusione della tridimensionalità della forma, viceversa, un cattivo o poco efficace chiaroscuro renderà il nostro disegno sempre piatto e poco realistico.
L’argomento è ampio e complesso, ma noi oggi prenderemo in considerazione una piccola, anche se importante parte del problema: come rendere il chiaroscuro omogeneo e ben sfumato su una superficie cilindrica con due semplici strumenti, ovvero una matita morbida 6B e una gomma pane.

Lo faremo, come di consueto, analizzando disegni dal chiaroscuro mal riuscito per diverse motivazioni, e proveremo a correggere questi errori adottando le tecniche e i suggerimenti giusti per migliorare rapidamente con soli cinque semplici passi.
Come per il disegno, bisogna sempre tenere presente che è l’esercizio la condizione essenziale per notare reali miglioramenti. Mettere in pratica le correzioni ed esercitarsi a ritmo costante (come per lo sport!) è indispensabile per vedere risultati positivi. Chi tenta un paio di volte, per cinque minuti ciascuna e poi sostiene di essere negato, non fa testo. Così come non fa testo chi viene corretto e prosegue con i propri metodi finendo per sostenere di essere negato.

La mano che disegna va educata ed esercitata a compiere movimenti che nella vita di tutti i giorni non sono comuni, perciò un po’ di pazienza è d’obbligo.
Il chiaroscuro inoltre, un po’ come la linea può essere eseguito in moltissimi modi e con moltissime tecniche. Ogni mano ha le proprie caratteristiche, sarà a suo agio con alcune e non con altre, e produrrà un chiaroscuro e una linea con caratteristiche diverse e individuali, difficilmente imitabili, perciò il lavoro da fare all’inizio è solo propedeutico alla comprensione delle tecniche per imparare a sfumare e dare il senso del volume agli oggetti, in seguito lo si potrà applicare alle tecniche più disparate… (matite colorate, sanguigna, carboncino, ecc…)
Buon Chiaroscuro!

Adesso non ti resta che guardare il video e capire quanto semplice sia riuscire a ottenere un chiaro scuro con tecnica a matita…

Leggi l’articolo precedente: COME CORREGGERE UN ERRORE DI PROSPETTIVA E DARE IL SENSO CORRETTO DELLA PROFONDITÀ E DELLA SPAZIALITÀ?

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Val al blog “Cerchio di Giotto”.

 

La prospettiva

La rubrica “DOVE HO SBAGLIATO?”, dopo aver raccolto grande successo con i primi due numeri, prosegue con una terza uscita dedicata a una tematica che mette in crisi molti aspiranti disegnatori.

Se il tuo disegno sembra simile a una natura morta cubista, ma non era esattamente ciò che volevi, è ovvio che hai avuto difficoltà con la realizzazione corretta e coerente della spazialità e del senso di profondità. Imparare la prospettiva è quello che ti serve.

Questo numero della rubrica risponde proprio a questa domanda:

Perché non riesco a dare il senso corretto della profondità e della spazialità nel mio disegno?
I piani e le forme sembrano essere disposti male nello spazio e gli oggetti sembrano scivolare sul piano di appoggio anziché esservi solidamente appoggiati.

La risposta è una soltanto: non hai applicato correttamente le regole della prospettiva.

In questo breve video ti spiegherò quattro semplici principi per migliorare i tuoi disegni e correggere questo errore, imparando a usare la prospettiva.

Quando disegni dal vero, tieni presente che dovrai sempre confrontarti con la spazialità, perché gli oggetti o le figure non sono mai “volanti” ma, al contrario, inserite in un luogo reale nel quale è necessario disegnare le coordinate (anche semplicemente un piano di appoggio, una sedia o un divano su cui siede un modello, etc.).

I quattro semplici principi che ti spiegherò e che ti permetteranno di imparare a rappresentare correttamente la prospettiva sono questi:

• CONVERGENZA verso un “fuoco” prospettico o punto di fuga
• CENTRALITÀ O ACCIDENTALITÀ dell’osservatore rispetto al soggetto osservato
• ALTEZZA DELLA LINEA DI ORIZZONTE
• RIMPICCIOLIMENTO

Anche questa volta sarà semplicissimo ottenere immediati risultati dalla visione di questa lezione perché partiremo esaminando alcuni disegni “sbagliati”, cercando di capire come si possono correggere.

I concetti base della prospettiva non sono complessi come spesso si pensa, sono anzi estremamente intuitivi perché si basano sul nostro sistema visivo.

Noi vediamo così ma, quando disegniamo, anziché osservare ciò che realmente “vediamo”, ci affidiamo agli aspetti razionali della nostra “conoscenza”.

Se non avete mai fatto questa esperienza di “annullamento” della parte logica nella visione, la lezione sarà particolarmente utile e illuminante. (Vedi anche “Imparare a disegnare”.)

Prendi carta e matita e iniziamo!

Vorresti avere un video gratuito che ti spiega in modo dettagliato e professionale quali sono gli strumenti indispensabili per disegnare, come usarli correttamente per ottenere i risultati migliori e quali esercitazioni eseguire per fare subito pratica divertendoti, qui trovi il video.

Leggi l’articolo precedente: COME CAPIRE SE LE PROPORZIONI DI UNA FORMA DISEGNATA SONO CORRETTE RISPETTO A QUELLE DEL SOGGETTO RITRATTO?

Ritorna all’inizio di “DOVE HO SBAGLIATO?”.

Pazzi per il Fumetto: al via la terza edizione

Anche quest’anno, con l’arrivo dell’estate, parte il tradizionale concorso fumettistico promosso da Villa Iris II e organizzato in collaborazione con la Scuola di Comics di Torino. “Pazzi per il Fumetto” è un’iniziativa aperta a giovani disegnatori che si vogliano cimentare con un tema particolare e inusuale per il mezzo espressivo del fumetto: il disagio mentale e fisico. Agli autori è concessa totale libertà sulle trame e sullo stile, purché ogni storia venga raccontata esattamente in quattro tavole e rispetti il tema del concorso.

La giuria del concorso selezionerà poi, tra tutti gli elaborati inviati, le 10 storie vincitrici, che dovranno risultare interessanti sia sotto il profilo tecnico, che per l’originalità della sceneggiatura.

Ognuno dei 10 vincitori riceverà 180 euro a titolo di “contributo editoriale” e potrà vedere la propria storia pubblicata in un albo a colori, che verrà stampato in 3.500 copie e distribuito gratuitamente. Inoltre, una speciale giuria di lettori, composta dagli ospiti di Villa Iris II, selezionerà tra le dieci storie vincitrici, il “racconto migliore”, che riceverà una ulteriore menzione d’onore e sarà collocato in apertura, nell’albo.

Pazzi per il Fumetto 2014 è la terza edizione del concorso nato nel 2012 per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema del disagio mentale e fisico, problema spesso trascurato, ma che colpisce e coinvolge profondamente molte persone. Non solo i pazienti, ma anche i loro familiari, i conoscenti e i caregivers (le persone che seguono, a domicilio o in strutture apposite, le persone affette da patologie di questo tipo).

Il fumetto si è rivelato essere un mezzo adeguato a trattare questo tema in tutte le sue sfumature, senza urtare la sensibilità di nessuno e allo stesso tempo senza mai indulgere alla compassione o alla retorica. Le precedenti edizioni hanno registrato una corposa e crescente partecipazione di autori, tutti non professionisti, che in poco più di un mese hanno ideato e illustrato storie straordinarie, a volte buffe, a volte commoventi, in alcuni casi apertamente autobiografiche, ma soprattutto mai scontate e sempre aderenti allo spirito del concorso, oltre che al suo tema.

“Il successo di partecipazione alle edizioni del 2012 e del 2013 ci lascia ben sperare anche per il 2014”, ha commentato Maurizio Pavanello, direttore di Villa Iris II. “Vorremmo dare l’opportunità a molti giovani autori e sceneggiatori di cimentarsi nel rendere al meglio le loro idee sul tema del disagio psicologico e fisico, problemi molto diffusi che vengono affrontati ogni giorno dai pazienti e dal nostro personale.”

Coloro che non hanno vinto negli anni scorsi hanno la possibilità di riprovarci e la partecipazione non è preclusa nemmeno ai concorrenti già selezionati come vincitori nelle edizioni precedenti: tutti sono invitati a partecipare e a diffondere l’argomento.

Per partecipare alla edizione 2014 si potranno inviare i propri lavori fino alle 17.00 di lunedì 6 ottobre 2014. Il testo integrale del bando si può scaricare dal sito della “Scuola Internazionale di Comics di Torino” e al link tinyurl.com/pazziperilfumetto2014.

ULTERIORI INFORMAZIONI:

La Scuola Internazionale di Comics, Accademia delle Arti Figurative e Digitali, è nata nel 1979, ed è stata fondata dal disegnatore Dino Caterini – a tutt’oggi Direttore Generale – uno dei più estrosi e fantasiosi artisti del fumetto italiani, vero e proprio vulcano di idee e di iniziative. Negli anni l’Accademia ha incrementato la propria attività, inserendo nuovi corsi e consolidando e aggiornando i suoi programmi didattici che sono stati ampliati e si sono estesi anche ai settori dell’illustrazione, della grafica, del cartone animato 2D e 3D, della grafica 3D, del web design. Ora le sue sedi sono a Roma, Firenze, Jesi, Torino, Pescara, Padova e Reggio Emilia e Napoli. La sede di Torino è guidata da Vittorio Pavesio, Direttore Artistico e Organizzativo di Torino Comics, editore ma soprattutto autore, in stretta collaborazione con Mario Checchia, Direttore Didattico della struttura e coordinatore del Concorso Pazzi per il Fumetto duemila14.

Villa Iris II è una struttura sanitaria privata composta da due nuclei: una Comunità Protetta di tipo B (C.P.B.), in cui sono inseriti ospiti con gravi disturbi psichiatrici, e una Residenza Sanitaria Assistenziale (R.S.A.), con ospiti in età geriatrica, con differenti gradi di autonomia, di deterioramento cognitivo e differenti bisogni assistenziali. Localizzata nel comune di Verrua Savoia, in provincia di Torino, al confine con le province di Vercelli, Asti e Alessandria è sita in cima ad una collina, in zona panoramica con vista sul Po e sull’arco alpino. E’ costituita da un’unica costruzione risalente al ‘700, contornata da un ampio giardino, e composta da due ali separate, ma comunicanti.

Segreteria della sede della Scuola di Torino:

+39.011.33.49.40 – torino@scuolacomics.it

Contatti Media:

Umberto Morgagni +39.338.170.70.18 – umberto@ferrerocomunicazione.com

Marco Ferrero +39.335.10.95.396 – marco@ferrerocomunicazione.com

Proporzioni corrette

Il secondo numero della rubrica “DOVE HO SBAGLIATO?” è dedicata a una tematica chiave; risponde alla domanda: perché il mio disegno risulta sproporzionato?

Come capire se le proporzioni di una forma disegnata sono corrette rispetto a quelle del soggetto ritratto?

Quando si copia un soggetto figurativo, uno dei problemi più comuni è la restituzione corretta delle proporzioni; se queste sono sbagliate, la rappresentazione del soggetto sembrerà sempre “deformata” e poco somigliante al modello ritratto, sia esso una figura o un ritratto, oppure un semplice oggetto.

La chiave per risolvere questa problematica è riuscire a riportare nel disegno le proporzioni, le simmetrie, i rapporti corretti tra le parti compiendo un’osservazione e un’analisi profonda del soggetto attraverso la visione.

Per prendere le proporzioni corrette non è necessario essere virtuosi della matematica. C’è un sistema semplicissimo per riuscirci e l’unica capacità da sviluppare è quella visiva: imparare a osservare con pazienza, con attenzione e curiosità.

Attraverso un esempio semplice andremo a scoprire come è facile riuscirci!

Leggi l’articolo precedente: COME TRACCIARE UNA LINEA DRITTA E MIGLIORARE IL SEGNO.

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