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Archivio della categoria: Disegno a mano

Pennarelli Copic

Pubblicato il 7 novembre 2011 da locchan.
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I pennarelli COPIC sono un sistema di 214 colori professionali a base alcolica non tossica da utilizzare su carta. Ideali per diversi utilizzi, sono sicuramente il sogno di ogni appassionato di fumetti, ma anche uno strumento formidabile per designer, stilisti o qualunque artista che voglia ottenere con pochi tocchi dei risultati realistici e professionali.

Da tempo ne avevo sentito parlare, ma grazie al sito www.bellearti.it ho potuto provarli in prima persona e sono rimasta davvero impressionata dai risultati che si possono ottenere.

Iniziamo per gradi, prima di tutto, per chi non conosce assolutamente il prodotto, una breve spiegazione.

Questi pennarelli si possono acquistare sfusi o in set di determinate gradazioni in base all’utilizzo, sono dotati di due punte, una a forma di pennello e una squadrata per campiture più grandi.

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Carboncino

Pubblicato il da locchan.
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Disegnare con il carboncino è forse la tecnica artistica più antica che si conosca; essa risale alla preistoria, quando gli uomini primitivi ricoprivano le pareti delle caverne con disegni, per lo più animali, realizzati con pezzi di legno carbonizzati. Il carboncino è infatti un “gessetto” di carbone vegetale costituito da sottili rami di legno leggero e poroso, per lo più di salice o di vite, che vengono bruciati senza però raggiungere la combustione completa.
Il carboncino si usa per sfregamento e raggiunge neri molto intensi, anche se poco stabili, che possono essere sfumati con le dita, ottenendo una gamma completa di grigi. Il tratto può essere cancellato direttamente con uno straccio o può essere sfumato con la gomma pane.
Vi sono carboncini di diverse dimensioni: con i più sottili si realizzano i contorni e con i più grossi si ottiene un tratto più largo. L’intensità del nero è comunque la stessa qualunque sia il diametro del carboncino.

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Colori acrilici

Pubblicato il da locchan.
acrilici

Sono un materiale molto simile alla tempera, dove però i pigmenti sono acrilici e quindi hanno le stesse prestazioni di una buona pittura a tempera, ma con un effetto ottico finale di maggiore luminosità.
Asciugano con estrema facilità (attenzione a non lasciare aperto troppo a lungo il tubetto: potrebbe seccarsi tutto il pigmento ancora contenuto) e sono facilmente amalgamabili tra loro. Si diluiscono con acqua, anche se di solito per schiarire il colore si preferisce usare una parte di “medio”, e cioè la preparazione base del colore senza il pigmento. Questo procedimento permette di mantenere inalterata la consistenza del colore, aumentando soltanto la trasparenza della tinta. Esiste anche un medio che permette di allungare i rapidi tempi di essiccazione di questa pittura. Infatti, una volta essiccato, è impossibile riprendere questo colore con altri pigmenti (vedi la parte “Diluenti ed essiccanti” su Colori a olio).

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Strumenti e supporti

Pubblicato il 6 novembre 2011 da locchan.
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Sicuramente vi troverete imbarazzati nella scelta della carta poiché esiste una grandissima varietà di tipi. La carta si può acquistare in blocchi di varie misure o fogli singoli. Se siete all’inizio sarebbe una bella idea quella di comperare pochi fogli di carta, ognuno di tipo diverso, in modo da fare diverse prove e scegliere alla fine i fogli che più vi piacciono.

Quando acquistate un foglio di carta o un blocco le cose più importanti da decidere sono due. La scelta principale è tra la carta ruvida e quella liscia. Quelli ruvida è indicata per il carboncino, i pastelli e le crete che mettono in risalto la trama. Quella liscia, invece, permette una maggiore precisione nei dettagli del disegno, specialmente con la penna e la matita.

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Gessi colorati

Pubblicato il da locchan.
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Sono colori che si sfumano con estrema facilità, composti da terre polverizzate, pigmentate e amalgamate a sostanze gommose, in modo da formare un agglomerato non eccessivamente duro. Di forma cilindrica o squadrata, sono protetti da una carta su cui sono stampati il nome del colore e il suo numero di riferimento.

I gessetti si usano direttamente sulla carta e offrono ottime possibilità cromatiche; inoltre i colori si mantengono tali se si ha l’accortezza di usare un prodotto che fissi la polvere colorata sul foglio.

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Colori a tempera

Pubblicato il 5 novembre 2011 da locchan.
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La tempera è stata fino al XV secolo l’unica forma di pittura esistente. In seguito venne sostituita gradualmente dalla pittura a olio. Ma fino a non più di cinquant’anni fa non esisteva pittore che non adoperasse anche la tempera. Oggi è stata quasi totalmente soppiantata da altri materiali.
I colori a tempera sono particolarmente apprezzati da disegnatori e illustratori perché offrono superfici ricoperte in modo lucido e uniforme come gli acquerelli, ma coprenti come la pittura a olio.
Formati da pigmenti mescolati con agglutinanti diversi, come la chiara d’uovo, il latte, la cera, la colla, che li rendono stemperabili in acqua e quindi di uso molto facile, sono sempre diluibili, anche se il pigmento è completamente essiccato.
Sono disponibili in tubetti di varie dimensioni e, dato che sono facilmente amalgamabili, si può comodamente lavorare con i colori primari più nero e bianco, che servirà non soltanto per schiarire, ma anche per ammorbidire i toni.

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Colori a olio

Pubblicato il da locchan.
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Vengono chiamati colori a olio quei pigmenti che usano come legante un olio siccativo. Di solito si usano l’olio di lino crudo, dal caratteristico colore paglierino trasparente, l’olio di papavero, più chiaro dell’olio di lino e più trasparente, e l’olio di noce, dalle caratteristiche simili a quelle dell’olio di lino.

I colori a olio adoperati dai pittori sono racchiusi in tubetti di stagno con tappo a vite; sui tubetti sono indicate con simboli le caratteristiche dei pigmenti: il grado di trasparenza (coprente, semi coprente, semi-trasparente ) e la nocività. Sul mercato esistono colori di diverse marche; in un campionario che in genere va dalle 11 alle 100 tonalità e oltre.

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Gli Acquerelli

Pubblicato il da locchan.
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Sono composti da pigmenti, che possono essere di origine animale, vegetale o minerale, agglutinati con acqua, gomma arabica e glicerina. In commercio questi colori sono disponibili in tubetto oppure in godet, una vaschetta riempita di colore, essiccata, isolata con carta oleata e avvolta in un foglio di stagno puro.
Per utilizzare questi colori è necessario diluirli con acqua, occorre tenere a disposizione due recipienti per il diluente: il primo servirà a sciacquare in continuazione i pennelli per non “sporcare” i colori che si vogliono ottenere, e il secondo verrà usato per bagnare il pigmento. L’acqua dovrà essere mantenuta sempre pulita. La caratteristica principale di questo materiale è l’assoluta trasparenza delle tinte che sul foglio si compenetrano una con l’altra. Per far risaltare questa delicata qualità, si consiglia di usare l’acqua con prudenza: troppo liquido appesantirebbe non soltanto il supporto ma anche il risultato cromatico del lavoro. Nella pittura ad acquerello non si usa il bianco, lo si ottiene all’interno del disegno, lasciando intatta la porzione di foglio interessata. Il bianco è però disponibile nella gamma di colori: serve per ottenere toni più chiari.

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Chine ed inchiostri

Pubblicato il da locchan.
Questo effetto si ottiene usando prima una stesura di inchiostro diluito, poi una volta asciutto disegnando le linee.

La penna e l’inchiostro sono da molti secoli strumenti usati da artisti e disegnatori, infatti sono molto economici e consentono una varietà di forme espressive individuali illimitate.
Una delle particolarità che emerge da qualsiasi studio del disegno a penna è la diversità di temperamento degli artisti che sono stati attratti da questo mezzo, ed è curioso osservare come questi stili siano ricorrenti nel tempo. Così il piglio vivace di Salvator Rosa (1615-73) ci riconduce, tra gli artisti di oggi, a Ciaes Oldenburg (n. 1929) e a Jan Ribbon (n. 1924), mentre lo stile più freddo, calligrafico e sensibile di Leonardo (1452-1519) e Botticelli (1445-1510) riaffiora nei disegni a penna di molti artisti contemporanei.
Furono i monaci medioevali a diffondere per primi l’uso del disegno a penna. Il supporto su cui eseguivano i loro disegni era in genere pergamena: di capra, pecora o anche meno robusta come vitello, agnello e capretto. Le penne di cui si servivano erano solitamente penne d’oca. I disegni dei monaci non furono certo i primi a essere eseguiti con penne d’oca, tuttavia, i principi di base per l’uso della penna e le tecniche utilizzate in seguito dai formidabili disegnatori del XV secolo risalgono a quel periodo.

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Pastelli

Pubblicato il da locchan.
Questo effetto si ottiene sfregando il pastello nel senso della lunghezza senza la carta di protezione.

I pastelli, così come li conosciamo, sono entrati nell’uso corrente circa duecento anni fa. A differenza dell’acquerello, che è trasparente, essi sono coprenti e di aspetto vellutato; la morbidezza e il colore fresco e brillante ne fanno uno dei materiali per dipingere con effetti più gradevoli e di rispondenza più immediata.
I bastoncini di pastello sono composti di una pasta di pigmento in polvere, legato con gomma leggera o resina, il loro nome deriva da questa pasta. Possono essere impiegati in molti campi, dalla grafica alla pittura a olio, senza richiedere un medium che ne complichi l’uso. Per contro, il pastello, chimicamente purissimo, è di difficile protezione da danni accidentali e, quindi, dura nel tempo solo se si fissa con molta cura. Anche la gamma tonale è limitata ed è difficile correggere gli errori. Il colore, infatti, può venire leggermente alleggerito con un pennello di setola o con una gomma pane, ma questo intervento può appiattire il supporto e togliergli capacità di trattenere il colore, e quindi opportuno organizzare bene le fasi del disegno e poi realizzarle con molta cura.

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