Ciao.Non voglio dire che imitare pittoricamente la natura sia totale mancanza di estro.Dico semplicemente che quell\'arte non fa per me e la considero arte passata, bella, bellissima, con una tecnica impeccabile, ma personalmente preferisco far uscire le mie emozioni pittoriche in altro modo.Parlo al singolare, ma quando mi vedo a copiare un paesaggio, una barca, un albero, non so quante imprecazioni mi escono riprendendo un ombra, una forma, un qualcosa di non perfettamente in prospettiva.In quei casi a volte mi viene voglia di prendere la tela e sbatterla contro il primo oggetto appuntito che vedo.Soffoco il mio estro per imitare qualcosa che sarà sempre più bello di quello che sto imitando è non ho la velleità di stupire imitando alla \"quasi\" perfezione ciò che vedo (e lasciamo stare l\'espressione o altre bufale per nascondersi dietro una mancanza di tecnica).mentre invece quando faccio informale o concettuale non cerco la perfezione comparando la mia arte e quella naturale, non impazzisco e non perdo ore e ore dietro ai particolari, con pennellini che non solleticano neanche una mosca.Ma , ti dico che è un punto di vista particolare.A volte mi soffermo su un informale e ci vedo tutto e il giorno dopo ci vedo l\'inverso.Un quadro realista ci vedi la tecnica e al massimo il giorno dopo ci vedi un particolare che non avevi notato ma rimane sempre li...l\'impressione è quella.Anche se devo riconoscere che l\'impressione è mutevole però il reale è quello: un albero rimane un albero e non c\'è bisogno di rappresentarlo per far sentire il tuo estro anzi, che noia, che noia, che noia star li a riprodurre quelle forme che comunque saranno sempre e solo finzione e mai perfette.