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Autore Topic: il bello e il brutto nell\\\'arte...  (Letto 15381 volte)

Offline stefano

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il bello e il brutto nell\\\'arte...
« il: Dicembre 14, 2004, 12:42:00 am »
Ai giorni nostri non è facile stimolare l’interesse del grande pubblico nel campo dell’Arte, infatti rimane ancora un’ attrattiva (o scoperta) di pochi. Nel mio piccolo ma ugualmente grande mondo creativo cerco sempre di proporre idee per crearne un’ulteriore crescita culturale e umana.
Chiarisco che tutto ciò che svolgo è per passione, non penso mai di fare arte o proporre iniziative per vendere o guadagnare. A volte mi espongo a notevoli sacrifici, e non mancano le delusioni, ma ci sono anche altrettante soddisfazioni personali appaganti.
Nel presentare la mia ultima ricerca, legata all’ ecologia, “le nuvole” alla quale si anticipano tre composizioni precedenti, “le ragazze del basso Canavese”, “figura e stracci ambientali”, “La dea dell’ecosistema”, vorrei contribuire attraverso il mio pensiero a chi si trova di fronte ad un quadro a capirne l’opera. Un’ opera d’arte non avrebbe alcun significato, se non per lo sfogo squisitamente personale e sterile dell’artista, se non ci fosse qualcuno a interpretarla. Quando ci troviamo di fronte a un quadro, ci poniamo una domanda: mi piace o no? E’ bello o brutto? E ci diamo una risposta, una qualunque, secondo il nostro stato d’animo, il nostro umore, allontanando dai nostri pensieri le reali qualità dell’opera che stiamo osservando. Non è sempre così ma spesso accade. < Non è bello cio’che è bello, ma è bello quel che piace>. Si tratta di una frase importante in quanto acquista il suo più profondo significato quando viene pronunciata in conversazioni o discussioni intorno alle opere d’arte.
Ecco che si impone una riflessione; il bello in senso assoluto non esiste. Non esiste un “bello” valido per tutti proprio perché il modo di guardare la realtà è diverso da uomo a uomo. E allora come mai, su certe opere di pittura o scultura c’è una specie di unanimità di consensi?
La risposta è abbastanza facile: vuol dire che in quelle opere tutti “vedono” qualcosa  che dà loro soddisfazione mentale o scoprono qualcosa di piacevole.
Leggere un’opera d’arte è un momento che tutti possono affrontare anche con grande soddisfazione: è sufficiente tener conto in quale contesto sociale, politico, ed economico si muove l’autore. Ogni tempo e ogni situazione storica interpretano, infatti, il problema della lettura che l’artista intende dare alla sua opera. Eppure c’è chi fa corrispondere “il bello” nell’arte alla riproduzione esatta di ciò che i nostri occhi vedono in natura, c’è chi lo fa diventare un fatto morale, c’è anche chi lo limita ad   una serie di regole precise, permanenti, addirittura “eterne”. C’è poi chi vede la bellezza artistica in ciò che è grande o ricco o grandioso o armonioso. Elio Vittorini, autore di romanzi diceva; “L’unico modo di garantire la possibilità del bello, del vero, del grande ecc.., è di garantire la libertà del brutto, dello stolto, del meschino e via di seguito”.
Cosa intendeva dire lo scrittore? Sicuramente che il bello o il piacevole possono essere capiti o sentiti quando si sono fatti confronti con il brutto o il non piacevole, confronti che devono avvenire in piena libertà, senza che nessuno possa imporre un unico modo di vedere o interpretare la realtà.
La libertà di vedere, dunque è ciò che conta, come conta la libertà di giudicare: e libertà di vedere significa capacità e libertà di inventare, di immaginare, di fantasticare.
Gli strumenti della critica cercano di ricostruire il più compiutamente possibile tutti i riferimenti delle immagini della cultura visiva del tempo nel quale l’artista ha prodotto l’opera, oltre alla valutazione dei valori fondamentali dell’opera pittorica. E’ importante comprendere che nessuno ha in tasca la verità assoluta, proprio perche’ la critica stessa non è una scienza esatta.L’essenziale è l’interpretazione personale, è guardare l’opera d’arte prima di tutto per quello che rappresenta, scoprire ciò che ha di nuovo o di inventato, domandarsi perché l’artista l’ha creata in quel modo piuttosto che in un altro. Alla fine, dopo aver messo in moto la ragione, magari anche l’entusiasmo e l’immaginazione, si potrà adoperare l’aggettivo di “bello”.
In quel momento non dovrete avere alcun timore a pronunciarlo perché sarà il risultato di un vostro rapporto diretto con l’opera d’arte, il compendio delle vostre capacità visive e interpretative della realtà che vi circonda.

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stefano
In Stefano Rollero\'s painting, the poetic and conceptual meaning find a connection of contributions
bel\"ween reality seen as subject and intuited as abstratction in the expressive act of fantasy\"
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Offline marco99

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il bello e il brutto nell\\\'arte...
« Risposta #1 il: Dicembre 17, 2004, 01:29:00 am »
Ciao Stefano non frequento spesso questa sezione. Vedo che l\'argomento è molto esteso. Prometto di leggermeo con + calma e attenzione + avanti e darò um mio modesto parere.
Ciao M99
Ps è da tanto che non ti sentivo
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Offline Cuman

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« Risposta #2 il: Dicembre 17, 2004, 01:07:00 pm »
Interessante…ho salvato il tuo post per leggerlo con più calma…

Quote:

In data 2004-12-14 00:42, stefano scrive:
E allora come mai, su certe opere di pittura o scultura c’è una specie di unanimità di consensi?



Ecco, io molto probabilmente non faccio parte di quella “unanimità”.
Cuman
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Offline masaniello

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« Risposta #3 il: Dicembre 17, 2004, 02:35:00 pm »
Non ti piace la Cappella Sistina?
.. e non Dio ma qualcuno che per noi l\'ha inventato ci costringe a sognare in un giardino incantato.

Offline masaniello

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« Risposta #4 il: Dicembre 17, 2004, 03:05:00 pm »
Inoltre il concetto di bello come fine più importante dell\'arte è superato ormai da tempo. E forse non è neppure una delle qualità migliori di un\'opera d\'arte. E levaci il forse.

[ Questo messaggio è stato modificato da: masaniello il 2004-12-17 15:06 ]
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Offline Cuman

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« Risposta #5 il: Dicembre 18, 2004, 12:29:00 pm »
Se la domanda era rivolta a me ti dico che non mi piace molto…anche se è stata fatta da un grande artista non è detto che debba piacere a tutti, no? Comunque so di essere strano...
Sinceramente non apprezzo neanche tutte quelle menate che fanno i critici sulle opere d’arte…
Cuman

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Offline Nightlight

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« Risposta #6 il: Dicembre 18, 2004, 03:22:00 pm »
Mah, secondo me ci sono delle opere che sono brutte. E non c\'é santo che tenga.. sono oggettivamente brutte e mi domando come sia addiruttura possibile definirle arte. Mi riferisco soprattutto a certe provocazioni.. solo perché un qualcosa fa scalpore può essere definito arte? Non credo. E in più sono brutte (aggravante). Per favore, trovatemi qualcosa di bello in sculture (o quello che sono) come la \'merda d\'artista\' di piero manzoni. 30 gr di m....a conservata al naturale, come puntigliosamente specificato. Tirata in 90 esemplari come un multiplo, ognuno di questi venduto al prezzo della quotazione giornaliera dell\'oro.. o l\'urinatoio di Duchamp. Sono sicura che se mi fossi presentata da un critico con opere del genere io sarei stata subito messa alla porta. La bellezza? depende de che depende..

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mentre il contrario e\' del tutto impossibile.

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Offline anastasia

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« Risposta #7 il: Dicembre 18, 2004, 05:44:00 pm »
Concordo al 100% night.
IL GENIO DI UN UOMO NON STA NELL\'AVERE UN TALENTO, MA NEL SAPERLO COLTIVARE.
(frase stampata su una bustina di zucchero al bar)

Offline stefano

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« Risposta #8 il: Dicembre 18, 2004, 08:02:00 pm »
Rispetto ai concetti espressi, su ARTE e Quale ARTE, ritengo che l\'universo artistico abbia percorso tatissima strada, da graffiti primitivi ritovati nelle caverne, ai sucessivi periodi storici, sono convinto che solo dal \'900 ci sia stata una fondamentale svolta, quelle di Picasso.  dal cubismo in poi, ci sono stati anche fenomeni degenerativi,in ogni caso, ogni artista và rispettato, ricordate questa affermazione di Gustave Flaubert; \"Quel che manca a tutti i critici è l\'anatomia dello stile\"

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« Risposta #9 il: Dicembre 18, 2004, 08:38:00 pm »
l\'anatomia dello stile\"
in certi casi non c\'é stile..
.. quindi é impossibile rilevarne l\'anatomia
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Offline masaniello

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« Risposta #10 il: Dicembre 19, 2004, 12:25:00 pm »
Ma come.. prima mi dite che l\'arte comunica emozioni e suscita una gamma interminabile di sentimenti.. e quindi, in fondo, che tutto è arte, e adesso mi venite a dire che l\'arte va a braccetto solo con il bello! Guardate che così io mi confondo!
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« Risposta #11 il: Dicembre 19, 2004, 12:39:00 pm »
\"..e quindi, in fondo, che tutto è arte..\"
.. mai detto

Se tutto fosse arte allora potrei andare al mc donald, prendere un panino, dargli qualche morso e esporlo in un museo affibiandogli un titolo ad effetto.. stile \'il mordi e fuggi della società moderna\'.
Che grande Artista

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Offline masaniello

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« Risposta #12 il: Dicembre 19, 2004, 01:39:00 pm »
Potresti farlo.. ma non aggiungeresti nulla di nuovo al messaggio di Duchamp e del suo orinatoio. Dietro al quale, possa piacerti o meno, c\'è un concetto. Dietro al tuo panino cosa c\'è? Il Dadaismo nasce come arma contro il ristragno culturale del tempo e contro ogni borghesismo estetico. Non bisogna valutare un\'opera superficialmente. Lo dimostra il fatto stesso che quell\'opera venne inizialmente rifiutata (che ti pare.. mica ebbe subito vita facile) e adesso è considerata da molti l\'opera che più ha segnato il Novecento. Lo dimostra il lavoro degli artisti sucessivi. Una forza interiore quell\'opera dovrà pure averla, oppure siamo tutti degli imbecilli o dei bugiardi noi che l\'apprezziamo? Il tuo panino, piuttosto, mangialo, che altrimenti va a male.

Dal momento che non so scrivere, tengo a precisare che i toni da me usati sono affettuosamente amichevoli.
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Offline Nightlight

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« Risposta #13 il: Dicembre 19, 2004, 01:48:00 pm »
Masaniè.. é più forte di me.. non vedo nulla di sconvolgente in un urinatoio. Se tutto é arte allora posso anche andare in un negozio di sanitari.. e rifarmi gli occhi. Volendo posso svilupparti anche un concetto dietro al panino.. basta poco a inventarsi una storia. il fatto é che ormai a quanto pare basta esser provocatori in maniera eccentrica e originale -la m.. del manzoni,i fantocci impiccati/appesi di catelan - per esser considerati artisti.E in tutto ciò non percepisco alcuna forma di bellezza..

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« Risposta #14 il: Dicembre 19, 2004, 01:55:00 pm »
come ho già detto in un altro post io non ho avuto la fortuna di fare il liceo artistico.. quindi sono molto più ignorante di voi in materia. Per favore spiegatemi  che forza interiore posso riscontrare nelle opere di Chris Ofili, un\'artista contemporaneo che dipinge usando lo stesso materiale che Manzoni inscatola.. ragazzi e sono tutti considerati Artisti.. forse sono strana io ma non capisco ..

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