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Autore Topic: Cerco sostenitori...  (Letto 6354 volte)

Offline Nightlight

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Cerco sostenitori...
« Risposta #15 il: Maggio 17, 2005, 09:14:00 am »
Ixtan so cos\'é l\'arte... uno specchio che riflette la società di una determinata epoca (quindi formata ovviamente da molteplici sfaccettature). Tuttavia qui non é possibile affrontare temi politici.. non sono io a dirlo.. é il regolamento. Riassumendo disegnamo.it non é la sede adatta per discuisire di buttiglione, istituzioni ecc.

Poi... si parla di investimenti... ragazzi ma con quali soldi ? Per non parlare dell\'utilità di un\'operazione del genere.. vi faccio degli es. Un paio di settimane fa sono stata a Como ad una gita organizzata.. 1. il 90% delle persone non ha riconosciuto il Duomo 2. tutti volevano vedere la villa di Clooney 3. hanno mangiato, mangiato, mangiato.. sempre. Colazione, pranzo, spuntino, bar.. in pratica non hanno visto nulla per riempirsi lo stomaco. Altro es.. avete presente le puntate dedicate a leonardo e a michelangelo proposte da quark (il programma si chiama così, vero?).. erano bellissime e per nulla noiose. Eppure quanto hanno fatto di ascolto? Quante persone sono orgogliose di affermare \'il sabato sera ho visto un documentario?\'... uhm.. e il codice da vinci? Un vero best seller.. ora sono tutti appassionati di simboli e di leonardo da vinci. Peccato che quel libro sia pieno di inesattezze... inoltre adesso in libreria ci sono delle belle biografie (con dati certi) dell\'artista.. lo so con cognizione di causa perché ne ho acquistate due.. tuttavia non sono in tsta alle classifiche di vendita. Ovvio, la vita di leonardo non fa tendenza.. figuriamoci quella degli artisti contemporanei (a meno di essere britney spears o di andare in giro decantando frasi del tipo che meraviglia i bimbi fanno ooooh). Scusatemi ma in una società del genere certi investimenti non hanno senso. Forse servirebbe qualcosa di più radicale.. altro che musei.


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Offline nicole

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« Risposta #16 il: Maggio 17, 2005, 03:06:00 pm »

che tristezza...... a volte quando esco di casa immagino di essere a Montmarte   a parlare con i pittori....eh si....utopia....poi accendo la tele e ci sono sempre quei 4 coglioni e allora cerco documentari (molto bello quello do Leonardo e Michelangelo mi sono quasi commossa a vedere un po d\'arte sulle nostre reti)i libri che hai scritto mi rifiuto anche di leggerli(codice da vinci etc..)va be.per cambiare in modo radicale puo essere la scuola???

Offline mozart83

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« Risposta #17 il: Maggio 18, 2005, 04:09:00 pm »
Quote:

In data 2005-05-12 21:25, ixtlan scrive:
Cerco sostenitori che, come me, pensano che tutte le Accademie d\'Italia debbano essere rase al suolo e ricostruite dalle fondamenta, un po\', in realtà, come tutto quello che è ISTITUZIONE in Italia. Se fosse possibile sommergere l\'intera penisola e dimenticare quello che è diventata negli ultimi.........2000 anni?!? Forse è un po\' troppo se pensiamo al Rinascimento. Però fa male vedere e soprattutto convivere con il degrado che dilaga e rendersi conto che, nonostante tutto, la gente è orgogliosa di essere ITALIANA!!! Iniziamo  a renderci conto che i turisti che ancora vengono in Italia (dico ancora perchè tutte le statistiche dicono che sono in calo) vengono solo per visitare dei ruderi, e non lo dico in senso spregiativo, per vedere quello che di bello è stato creato, e sottolineo \"è stato\", e che conserviamo anche male. Non voglio finire nella politica quindi, dopo questo, concludo: ma come può Buttiglione essere il nuovo Ministro dei Beni Culturali??????Cosa mai ne può sapere di arte contemporanea?!?!


Credo che il discorso sia molto più generale...
Quel che vedono i miei astigmatici occhi è che stiamo passando un momento storico-culturale che ci impedisce di porci attivamente nell\'ambito della Storia.
E mi spiego meglio.
Non solo le Belle Arti ma anche i Conservatori, le Scuole di Teatro e tutte le Istituzioni da molto, troppo tempo è come se si occupassero più di catalogare, di analizzare, di discettare sul Bello e sull\'Arte invece di produrli. Quasi che noi sentissimo sulle nostre spalle il peso dei grandi che ci hanno preceduto e restassimo lì, in contemplazione, \"quant\'era bravo questo\", \"un vero capolavoro\" e punto, stop, tutto finisce lì, il motore istituzional-accademico non ingrana mai la marcia della produzione.
Parliamo di Arte, giusto? Be\', a me sembra che noi siamo Ascanio che si è preso sulle spalle Enea che ha già a sua volta sulle spalle Anchise, per parafrasare Bernini.
Tutti i nuovi impulsi vitali dell\'arte, limitandoci anche solo al Novecento, vengono fuori dalle accademie: ogni ricerca espressiva, se non sbaglio, da Picasso a Andy Warhol, trovano le risposte che cercano in sé o in tutto il resto del mondo escluse le istituzioni.
Ma spero che la mia sia solo una visione un po\' apocalittica della situazione.
[addsig]
\"Secondo te è meglio : 1- Abbaiare ai treni che passano (come Bruno di Belleville) 2- Salutarli (come Ulysses Macauley) 3- Semplicemente prenderli (come fanno tutti)?\"
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« Risposta #18 il: Maggio 18, 2005, 09:19:00 pm »
La scuola da sola non può fare miracoli.. e più che \'amore\' per l\'arte (intesa come pittura, scultura..) io lo definirei un problema di disinteresse diffuso. Probabilmente tutto nasce dal fatto che al giorno d\'oggi siamo proiettati in una dimensione che lascio poco spazio (e soprattutto tempo) alla creatività e alla contemplazione. Comprendere a fondo un\'opera del passato richiede una fase di ricerca non indifferente: simboli, cenni storici, contesti.. (ma che un tempo erano chiarissimi per tutti).. figuriamoci  per quadri o sculture attuali che spesso risultano (almeno a prima vista) indecifrabili. Siamo nell\'era del fast food, della fretta.. e per questo optiamo per strade più facili, possibilmente già battute da altri.. insomma meno impegnative e ovviamente non comprendono musei zeppi di opere incomprensibili (e che quindi non trasmettono emozioni - al max si può biascicare un bello/non bello) create da artisti per?.... bella domanda. Forse l\'unica soluzione possibile é quella di rendere di nuovo l\'arte a portata di tutti umanizzandola.  Gli strumenti non mancano.. abbiamo i mezzi di comunicazione, la scuola (che hai citato), gli artisti.. si dovrebbe formare un fronte comune al riguardo.. ma pensandoci bene.. a fare difetto sono la passione e il desiderio di riscoprire questo mondo.. e... i soldi. Difficilmente si vive della propria arte. In una società dove il tempo é denaro raramente si investe del tempo senza sperare in un domani con qualche soldino in più.
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Offline Robi_67

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« Risposta #19 il: Maggio 18, 2005, 09:50:00 pm »
Caffè? Biscotti? una tazza di tè?

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« Risposta #20 il: Maggio 19, 2005, 08:21:00 am »
Un caffé, grazie. Lo prepari tu?
Robi onestamente il tuo intervento mi sembra fuori luogo. Le ipotesi sono due.. 1. tutto bene?. Non é la prima volta che hai delle uscite poco carine nei miei confronti.. se c\'é qualcosa che nn va ti prego di contattarmi in privato in modo da chiarire la questione. Basta frecciatine. 2. Non ti va giù questo topic?. Il forum ha 9 sezioni e un\'ampia scelta di discussioni.. se una non non é di tuo gradimento é suff non postare. Inoltre non mi sembra il caso di accennare velatamente a un forum trasformato in chat... primo perché ci sono un mucchio di topic in cui é successa una cosa del genere (alla fine si finisce per parlare di cibo, interessi, ecc - ed é capitato anche a te) e secondo perché si stava soltando sviluppando un argomento. La chat é sopraggiunta con il tuo intervento e questo mio post.
Ho sbagliato la chiave di lettura?

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Offline mozart83

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« Risposta #21 il: Maggio 19, 2005, 09:10:00 am »
Quote:

In data 2005-05-18 21:19, Nightlight scrive:
La scuola da sola non può fare miracoli.. e più che \'amore\' per l\'arte (intesa come pittura, scultura..) io lo definirei un problema di disinteresse diffuso. Probabilmente tutto nasce dal fatto che al giorno d\'oggi siamo proiettati in una dimensione che lascio poco spazio (e soprattutto tempo) alla creatività e alla contemplazione. Comprendere a fondo un\'opera del passato richiede una fase di ricerca non indifferente: simboli, cenni storici, contesti.. (ma che un tempo erano chiarissimi per tutti).. figuriamoci  per quadri o sculture attuali che spesso risultano (almeno a prima vista) indecifrabili. Siamo nell\'era del fast food, della fretta.. e per questo optiamo per strade più facili, possibilmente già battute da altri.. insomma meno impegnative e ovviamente non comprendono musei zeppi di opere incomprensibili (e che quindi non trasmettono emozioni - al max si può biascicare un bello/non bello) create da artisti per?.... bella domanda. Forse l\'unica soluzione possibile é quella di rendere di nuovo l\'arte a portata di tutti umanizzandola.  Gli strumenti non mancano.. abbiamo i mezzi di comunicazione, la scuola (che hai citato), gli artisti.. si dovrebbe formare un fronte comune al riguardo.. ma pensandoci bene.. a fare difetto sono la passione e il desiderio di riscoprire questo mondo.. e... i soldi. Difficilmente si vive della propria arte. In una società dove il tempo é denaro raramente si investe del tempo senza sperare in un domani con qualche soldino in più.


Gogol\' non ti darebbe ragione: ti direbbe che già ai suoi tempi e alle sue latitudini (la San Pietroburgo del primo ventennio dell\'Ottocento) la vita era troppo caotica, troppo frenetica, specie per i pittori (un suo racconto intitolato Il ritratto è davvero esemplare).
Iera sera stavo ripensando a questa questione e forse (ai miei occhi astigmatici, tendo a sottolineare) manca una cosa: \"Probabilmente tutto nasce dal fatto che al giorno d\'oggi siamo proiettati in una dimensione che lascio poco spazio (e soprattutto tempo) alla creatività e alla contemplazione\" e alla competizione.
Penso alle committenze private per ristrutturare i palazzi romani affidate a tali Bernini e Borromini che ne approfittavano per sbeffeggiarsi a vicenda, penso a Ghiberti e Brunelleschi, penso alla fabbrica di San Pietro - e più ci penso più aumenta l\'impressione che sia un problema tremendamente complesso, sfaccettato e radicato...
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Offline Tiberiano

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« Risposta #22 il: Maggio 19, 2005, 11:58:00 am »
Il tema non è proprio banale...
qua e là qualche scivolata polemica.
OT le valutazioni sui politici e i beni culturali.

Perchè far fuori le accademie ?
un tempo c\'erano le \'botteghe\', molto più esclusive.
Teniamo presente che il concetto di \'arte\' varia col contesto storico.
E che in ogni tempo si è comunque avuta scarsa considerazione delle opere del passato.
Arabi e Cristiani hanno demolito e riciclato ciò che di splendido rimaneva dell\'Antica Roma.
Durante il Barocco, molte chiese romaniche, bizantine e normanne sono state forzatamente ristrutturate per adeguarle ai canoni estetico-culturali del tempo...
Oggi poi, chi oserebbe dire che anche fare graffiti sui muri o realizzare siti web NON è affatto arte ?
O ci vuole comunque un papa o un principe come committente ?

ciao
Tiberiano


Offline Nightlight

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« Risposta #23 il: Maggio 19, 2005, 12:58:00 pm »
.. non puoi paragonare il  \'caotico\'\' attuale con quello di Gogol nell\'ottocento. Inoltre non scordarti del binomio tempo-denaro.. in passato si riusciva a vivere di arte.. ora si tratta di una possibilità remota.  Penso al  400-500.. chi aveva talento andava nelle botteghe a imparare un mestiere.. (es Botticelli, Leonardo, i due Pollaiolo, il  Perugino -> bottega del Verrocchio) i risultati clamorosi spettavano a una minoranza ma essere un\'artista rappresentava cmq un vero e proprio lavoro. Le richieste di opere private, pubbliche o religiose di certo non mancavano. Ora invece per un\'artista (pittore, scultore..)é molto  più ostico inserirsi nel mondo del lavoro e il risultato é che spesso devono accontentarsi di un altro impiego. E dopo una giornata in ufficio é difficile avere ancora la voglia (e l\'opportunità) di fare qualcosa di creativo. Di certo non é possibile dedicare alla pittura, scultura, ecc il tempo necessario. Per quanto riguarda la competizione... si tratta di una caratteristica insita nell\'animo umano quindi non può fare difetto. La vita é tutta una sfida.. e soprattutto lo é diventare un\'artista. Se mi parli di commissioni ora potrei nominarti gli appalti o i concorsi di carattere regionale e/o nazionale... e non é quelsto il punto.  Ahimé oggi ovviamente non é fattibile una sfida prestigiosa tipo  \'la battaglia di Anghiari\' e \'la battaglia di Cascina\' (finita - purtroppo - in una bolla di sapone) ma i motivi sono da ricercarsi in altri ambiti.  

Oggi poi, chi oserebbe dire che anche fare graffiti sui muri o realizzare siti web NON è affatto arte ?

Possono essere nuove forme d\'arte... senza dimenticarci dei fumetti (o almeno io la vedo così).  
.. però - pardon - una scultura fatta come si deve é tutta un\'altra cosa...

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Offline Tiberiano

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« Risposta #24 il: Maggio 19, 2005, 04:20:00 pm »
>- al giorno d\'oggi siamo proiettati in una dimensione che lascio poco spazio (e soprattutto tempo) alla creatività e alla contemplazione.

Non sono d\'accordo.
Con i mass media è possibile avere stimoli e \'vedere\' luoghi e genti lontanissime.
E in tempi brevissimi.
Teniamo presente che i pittori di un tempo, specie i grandi vedutisti, dovevano spesso essere anche viaggiatori.

E ci sono tecnologie che rendono veloce ed abbondante la produttività.
Se Dalì avesse potuto lavorare con Adobe Photoshop, ci avrebbe lasciato milioni (dico mi-lio-ni) di sue opere, tutte autentiche e autografate.

>-Comprendere a fondo un\'opera del passato richiede una fase di ricerca non indifferente: simboli, cenni storici, contesti.. (ma che un tempo erano chiarissimi per tutti)..

Anche qui ci sarebbe da discutere...
\'Un tempo\' le comunità erano costituite da mercanti, allevatori e agricoltori.
Del tutto ignoranti ed insensibili all\'arte.
Che era invece appannaggio dei \'ricchi\'...
Era impensabile che il principe Colonna allestisse una mostra nel cuore di Roma aperta a tutta la popolazione !!!!
Il principe la collezione ce l\'aveva, ma la mostrava a pochi del suo \'giro\' e del suo rango. I musei come li intendiamo oggi noi sono una istituzione recente.
Basta dare un\'occhiata agli acquerelli di Roesler Franz per farsi un\'idea del tenore di vita della Roma dei primi anni del XX secolo...era già molto saper leggere e scrivere. C\'erano anche antiquari, che spesso erano ricettatori e tombaroli quasi istruiti che campavano rivendendo pezzi d\'arte trafugati o trovati casualmente a facoltosi collezionisti francesi o tedeschi.
Non è poi così vero che l\'analisi e la critica ad un\'opera d\'arte fossero cose alla portata di molti.

Oggi il mestiere di artista è in declino.
O meglio...esistono altre definizioni per altre forme di operatori e di prodotti d\'arte.
Designer, arredatori, stilisti di moda ed oggettistica, restauratori, cineasti, cartoonist, pubblicitari e grafici di ogni tipo di prodotto almeno visuale....
Oggi, il quadro, la tela ad olio o tempera fa parte dell\'arredo di un\'abitazione.
Un tempo veniva commissionato come ritratto di famiglia (v.Goya) o celebrativo di qualche evento storico (v. J.L.David).
Touluse Lautrec fu uno dei primi cartellonisti, i Preraffaelliti lanciarono la carta da parati stampata per le case della borghesia industriale - non più arte solo per aristocratici e preti, quindi.
Era nata la produzione in serie.

Oggi ci sono fotografi e operatori video.
Si fanno i ritratti anche con un telefono cellulare, in tempi immediati e acosti ridottissimi.

Tiberiano

Offline mozart83

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« Risposta #25 il: Maggio 19, 2005, 05:57:00 pm »
Secondo me - e scusate se sto quasi monopolizzando il topic! - una parte non indifferente in questo \"declino\", in questa \"stagnazione\" dell\'arte trae le sue origini da un concetto che dall\'Ottocento ancora non siamo riusciti a toglierci di torno, quello dell\'artista portatore di verità.
Fin quando abbiamo avuto artigiani che riuscivano solo in seguito a diventare artisti abbiamo avuto un fiorire assurdo e bellissimo di capolavori magari sconosciuti ma meravigliosi (pensiamo, solo per circoscriverci in Italia, all\'autunno del Medioevo, Umanesimo e Rinascimento) ma poi quando l\'artista dove essere Artista e portare agli uomini una Verità che solo a lui era stata rivelata, credo, è cominciata la fine...
In un\'intervista Andrea Camilleri (autore che adoro) diceva all\'incirca che oggi, in Italia, uno che si accinge a scrivere un romanzo ha quasi l\'obbligo morale, suo o ereditato, di creare una cattedrale gotica; lui, al contrario, si accontenta delle chiesette di pietra che compaiono all\'improvviso dietro un sentiero di montagna o in un paesino mezzo sperduto.
Non trovate che sia molto azzeccato?
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« Risposta #26 il: Maggio 19, 2005, 08:34:00 pm »
Scusa Night, non so nemmeno se il mio msg era successivo ad uno tuo, non eri tu l\'obiettivo, anzi, non lo era alcuno.
Però poi in privato devi dirmi dov\'è che ti avrei già maltrattata, sinceramente non mi ricordo di averlo fatto, e so di non avere alcuna animosità nei tuoi confronti.
Quanto al senso del mio messaggio, che non era polemico, ma provocatorio, lo spiego in un prossimo messaggio, per rendere più agevole la lettura.

[ Questo messaggio è stato modificato da: Robi_67 il 2005-05-19 20:35 ]

Offline Robi_67

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« Risposta #27 il: Maggio 19, 2005, 10:50:00 pm »
Bene...
Abituato all\'iperbole ed alla provocazione, normalmente mi censuro pochissimo scrivendo e capita che non venga capito.
Confermo che gli indizi per capire cosa volevo dire non c\'erano, perchè la mia era una reazione viscerale a tutta la discussione.
Troppo astio, all\'inizio, troppa politica e tutto sommato anche immotivata, cosa volete che c\'entrino le accademie col fatto che non \"consumi\" arte...
I tempi sono cambiati, la gente è cambiata, l\'arte è cambiata.
Tutto i vostri discorsi sono veri e serissimi, ma vuoti, l\'unico modo perchè l\'arte torni ad essere importante è che la gente torni a \"consumarla\".
Il tempo c\'è, lavoriamo sicuramente meno che nel 300, ma ho come l\'impressione che all\'epoca i fruitori fossero pochi \"spiriti elevati\", cioè ricchi, che potevano permettersi il tempo di mantenere il Dante (mica solo in pittura ) del caso finchè questi non terminava la Divina Commedia.
Non sono sicuro che vorrei tornare ai tempi delle signorie per vedere più arte in giro.
D\'altra parte ache la TV, il cinema, l\'architettura (e questa si che produce meraviglie, anche ora) sono arte, arte fruibile a tutti, arte economica, ma arte.
Anche i fumetti lo sono.
Insomma, se parliamo di cattiva manutenzione dell\'arte antica, cattiva pubblicità, cattiva gestione, posso essere d\'accordo, ma se ci lamentiamo del fatto che non c\'è più spazio per gli artisti, beh, c\'è solo molta selezione, secondo me quelli bravi e quelli molto determinati possono vivere della loro arte, che sia fumetto o scultura.
Persino qui c\'è gente che vive facendo arte, magari non costruisce pantheon, ma disegna fatine.
Insomma, ho avuto una reazione istintiva vedendo che in fondo si accusava con animosità un\'istituzione che peraltro non conosco, ma che con il problema, se di problema si tratta, non c\'entrava nulla.
Ok, forse sono stato brusco, ma sorridevo, dai, eppoi vi ho solo offerto un caffè, mica vi ho insultati a piena voce...
Vabbè, vado a provare i nuovi pennarelli Tombo ABT con punta a pennello, che è meglio, meno discorsi, più disegni...

Offline Tiberiano

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« Risposta #28 il: Maggio 20, 2005, 10:57:00 am »
>-...quando l\'artista dove essere Artista e portare agli uomini una Verità che solo a lui era stata rivelata, credo, è cominciata la fine...


Non so a che periodo risalga questo atteggiamento assolutista e autocelebrativo.
Certo è che l\'artista di un tempo faceva tutto (architetto, scultore, pittore, orafo (v.Cellini) a volte anche poeta e musicista).
Oggi ha senso parlare di specializzazione.

La Verità l\'hanno per così dire \'presa in gestione\' i preti di ogni tempo e ogni paese, non gli artisti.

L\'arte era nata come codice espressivo al servizio della magia prima, della religione e del potere poi.
Nel medioevo si andava in questo o quel santuario perchè soltanto lì c\'era un crocifisso di grandissima bellezza e impatto emotivo. I fedeli, specie i più incolti, avevano bisogn di \'vedere\' quei personaggi di cui avevano sentito narrare dal parroco (perchè loro stessi non sapevano leggere il vangelo), ecco perchè per secoli l\'arte fu prevalentemente sacra.
Analogamente, il quadro, l\'affresco, il gruppo scultoreo divenne lo status symbol di quel re o quella famiglia, che si faceva raffigurare come improbabili divinità dell\'Olimpo nel palazzo e altre residenze secondarie.
Mai stati a Versailles o a Caserta ?

Cadono le monarchie e gli imperi, diminuisce di molto l\'influenza delle varie chiese nel mondo...e l\'arte diventa \'merce\'.
Da comprare e vendere, più che da fruire in pubblico.
Nascono specializzazioni e sottospecializzazioni, nuove tecniche e nuovi materiali, specialmente sintetici.
Non solo: il disegno invade gli ambiti più disparati, la scienza, la medicina, l\'economia, la didattica e la comunicazione in genrale.
Una volta, pastori, pescatori e allevatori non avevano alcun bisogno di saper disegnare. Dovevano fare cose più concrete.
Da qui l\'origine del pregiudizio secondo cui disegnare è qualcosa di \'poco utile\'.
Anche se erano portati e di un certo talento. Si era più ignoranti.

Tiberiano

Offline ixtlan

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« Risposta #29 il: Maggio 20, 2005, 11:40:00 pm »
Mi rendo conto che è un argomento molto generico ed è facile perdersi quindi attenzione. Nightlight nelle ultime cose che hai scritto sono finalmente daccordo con te. Cmq penso che probabilmente il problema a monte di tutto è che in qualsiasi cosa subentri il business, per forza di cose, vengono a mancare i sani principi e i buoni ideali, ed è in questo che Warhol è stato un grande...