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Autore Topic: CONSIGLI e discussioni varie...tendenzialmente un CAOS!^^  (Letto 8704 volte)

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« Risposta #30 il: Marzo 01, 2006, 12:30:04 am »
Mi sei piaciuto Strato! :D
In effetti sia tu che Cuman avete fatto degli interventi costruttivi...in effetti sottolineare l\'estrema soggettività del tutto è la cosa migliore....
Tutto ciò mi fa un po\' ridere pensando a come qui in italia e in molti paesi il fumetto sia associato al mondo infantile e troncato così di tutte quelle tematiche che lo rendono al pari della scrittura o del cinema: in realtà rappresenta un punto di incontro di culture diverse che propongono dei diversi piani di lettura che possono coesistere e che proprio per questo rendono la nostra passione un qualcosa di cui andare fieri! aaaaah, il fumetto conquisterà il mondooooo! :twisted:  (ho sbagliato medicinali.... :roll: )

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« Risposta #31 il: Marzo 01, 2006, 10:06:34 am »
Citazione da: \"Stratofortress\"
...Rorrie, adesso che Cuman è arrivato, hai pane per i tuoi denti :D
Uaz uaz, questa non me la perdo, mi siedo in prima fila coi pop corn.
Ok, scannatevi!


Eh? Mi hai frainteso mi sa…
Il mio era un tranquillissimo interevento…non ho intenzione di scannarmi con nessuno e credo che anche Rorschasch sia d’accordo…è che volevo esprimere solo la mia impressione personale.

Citazione da: \"Stratofortress\"

Per lo stile umoristico, be\', io ho letto sia Ratman sia alcuni manga umoristici (meglio forse dire demenziali, e già qui cambia molto). Mi hanno fatto ridere entrambi perchè fondamentalmente io sono un idiota, ehimaquestononc\'entranulla!, comunque sia, il fatto è che già qui, pur paragonando due ambiti diciamo simili, le cose al loro interno erano di una diversità disarmante; diverse le gag, diversi i personaggi, diversi i modi di intendere il far ridere, etc etc. Cuman ha detto che fare discorsi di questo genere è un po\' complesso; più che complesso io penso sia impossibile e conseguentemente inutile, poichè le cose piacciono o non piacciono. E basta. Sicuramente Rorrie se io ti facessi leggere i manga comici di cui parlavo sopra probabilmente a te farebbero schifo, perchè sei abituato ad un altro modo di concepire il fumetto...

[taglio qui ma quoto tutto]

Con questo hai detto molte delle cose che penso, ma in modo più “diretto”.
Bravo…sei saggio.
Cuman
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« Risposta #32 il: Marzo 01, 2006, 10:41:52 am »
Citazione
Eh? Mi hai frainteso mi sa…
Il mio era un tranquillissimo interevento…non ho intenzione di scannarmi con nessuno e credo che anche Rorschasch sia d’accordo…è che volevo esprimere solo la mia impressione personale.


E infatti quello di Cuman è stato un ottimo intervento, comprensibile ed equilibrato.
Posso capire  che non ti piaccia Ratman ma sinceramente non mi piace molto il paragone con Enomoto un fumetto decisamente più rozzo e volgare e piuttosto fine a se stesso rispetto al ratto che invece è assai complesso e metafumettistico (e questo a prescindere dal fatto che siano l\'uno un manga e l\'altro un fumetto italiano).

Sulla questione della soggettività dei giudizi sarei anche d\'accordo ma qui mi sembrava che si fosse presa una posizione netta che definiva maturo e complesso il fumetto giapponese al contrario di quello americano ed europeo tacciato di superficialità ed eccessiva attenzione al mercato.
Prima di fare simili affermazioni bisognerebbe conoscere il fumetto nella sua complessità e soprattutto nelle sue diverse realtà nazionali (quanti giovani oggi leggono il fumetto argentino ad esempio?).
Così come il manga ha le sue opere profonde e mature così le ha anche il fumetto europeo e quello americano (e prima ho citato diversi autori e titoli).
Tra l\'altro la visione stessa dei manga in Italia none ssendo diretta è alquanto limitata.
Non dimentichiamoci che in Italia in genere arriva dal Giappone la roba migliore, le serie migliori, i personaggi migliori ma ci sono molti altri manga che per ragioni di mercato vengono ignorati dai nostri editori.
La produzione fumettistica giapponese è\' sterminata e accanto ai capolavori che decantate ci sono anche altri manga mediocri, disegnati male e con storie ridicole (proprio come nel resto del mondo, strano vero?) solo che questi magari qui non arrivano.
Quello che voglio dire è che non è possibile decretare la supremazia del manga solo perchè ha prodotto ottime opere, ogni altro paese ha i suoi capolavori quindi prima di dire che il fumetto Giapponese è sfaccettato e maturo e VERO mentre il resto no pensiamoci due volte...la sensibilità non è esclusiva del sol levante.

Sapete quale ritengo essere il più grande pregio del mercato fumettistico nipponico? La varietà. In giappone si producono fumetti per ogni fascia di pubblico in maniera variegata (ci sono fumetti per studenti,per casalinghe,per bambini e per adulti) con la conseguenza che in giappone tutti leggono i manga che sono venduti ovunque (anche nei suopermercati dove magari uno va a comprare i cereali per la prima colazione).

In Italia invece c\'è solo una distinzione fra fumetto per adulti (popolare o d\'autore) e fumetto per ragazzi (popolare o d\'autore) anche se oggi sono sempre meno i fumetti concepiti per le fascie giovani...si dice che i nostri sceneggiatori sccrivano per i lettori della loro generazione (e in parte è vero i fumetti italiani sono forse più adatti alla fascia dei trentenni).
E in Italia poi il fumetto si trova solo in edicola (dove in genere lo paghi pochissimo) o in libreria (dove sei costretto a spendere cifre esorbitanti).

Ma questo è il mercato la qualità c\'è basta saperla trovare (e questo vale per qualsiasi tipo di fumetto dal manga all\'Historieta).
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« Risposta #33 il: Marzo 01, 2006, 11:21:28 am »
Citazione da: \"Rorschach\"
Posso capire  che non ti piaccia Ratman ma sinceramente non mi piace molto il paragone con Enomoto un fumetto decisamente più rozzo e volgare e piuttosto fine a se stesso rispetto al ratto che invece è assai complesso e metafumettistico (e questo a prescindere dal fatto che siano l\'uno un manga e l\'altro un fumetto italiano).

No no, il mio non voleva essere un paragone, dicevo solo che uno dei pochissimi fumetti che mi ha fatto ridere è Enomoto (anche per le sue geniali volgarità)!

Per il resto quoto quasi tutto quello che hai detto.
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« Risposta #34 il: Marzo 01, 2006, 11:32:18 am »
Se non era un paragone con Ratman allora è un giudizio giustificato!
Mi spiace di aver frainteso.

Ah, ancora nessuno che mi dice qualche titolo di fumetto comico made in Japan (a parte Enomoto che già conoscevo)?

Tu non mi dici niente Strato...visto che hai letto molti fumetti giapponesi demenziali?
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« Risposta #35 il: Marzo 01, 2006, 12:25:25 pm »
Citazione da: \"Rorschach\"
Se non era un paragone con Ratman allora è un giudizio giustificato!
Mi spiace di aver frainteso.

Fa nulla tranquillo! :wink:

Citazione da: \"Rorschach\"

Ah, ancora nessuno che mi dice qualche titolo di fumetto comico made in Japan (a parte Enomoto che già conoscevo)?

Come detto prima questo genere di fumetto non lo amo molto quindi non lo conosco bene…però mi viene in mente Crayon Shin Chan…io ne ho letto alcune strisce ma non è che mi ha fatto molto ridere.
Ci sarebbe anche Sazae-san, ma quello è inedito in Italia.
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« Risposta #36 il: Marzo 01, 2006, 01:27:26 pm »
Innanzitutto il mio \"scannatevi\" era una battuta, non una critica... :wink:
Figurati se due Boss come Cuman e Rorrie si mettono a insultarsi tra loro! :wink:

Citazione da: \"Rorschach\"

Tu non mi dici niente Strato...visto che hai letto molti fumetti giapponesi demenziali?


Io francamente non ho una gran cultura (anche perchè oramai di manga non ne leggo tanti). Inoltre quelli che leggo non sono neanche molto famosi. Comunque tra i pochi, Ghost Sweeper Mikami quando l\'ho scoperto mi ha fatto spanciare dalle risate (azione-demenziale), ed Excel Saga, un fumetto completamente insensato :D (più bello l\'anime però [anime = cartone animato, specifichiamo non si sa mai :wink: ] dove vi imperversa la versione animata del regista (Nabeshin), del creatore del manga (Koshi Rikdo) e di un po\' tutto lo staff, oltre ai protagonisti).
Ma ti ripeto che non sono molto famosi... ennesima dimostrazione che io leggo ciò che mi piace e basta :D
Se vuoi andare sul classico, be\', Ranma non lo hai mai sentito? E\' un po\' datato, fa più sorridere che ridere fino a farti lacrimare gli occhi, però è molto famoso!

Citazione
Mi sei piaciuto Strato!


Citazione
Bravo...sei saggio


Eheheheheheheheh, sono solo un ragazzo semplice e sincero, lo dico sempre :D
Non importa che tu sia leone o gazzella, l'importante è che non rompi le scatole o Strato ti banna.

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« Risposta #37 il: Marzo 01, 2006, 04:32:48 pm »
Ma VERAMENTE? :D
Ror, in effetti hai fatto tutto tu, nessuno qui ha mai detto che il fumetto occidentale è quello che tu affermi, ma è solo una tua deduzione che probabilmente è dettata da non so quale posizione di difesa che devi assumere nei confronti del mercato giapponese.
Continui a voler sapere dei fumetti umoristici giapponesi, ma ancora non ho capito in che modo il valore di un certo modo di fare fumetto sia legato a quanti fumetti umoristici vengono prodotti  :roll:...
Inoltre citi come pregio del mercato giapponese la sua varietà: giustissimo e inappuntabile.
Ma non puoi dire che chi si accosta al mercato giapponese non conosce nulla del fumetto occidentale, è una minimalizzazione che non trova giustificazioni: io trovo che chi riconosce la superiorità del mercato nipponico nei confronti di quello occidentale ha solo compreso un qualcosa che va al di là della soggettività.
Facendo un confronto tra un fumetto nipponico (si anche i più scadenti perchè comunque pervasi dalla loro cultura del fumetto) e uno occidentale non si può non notare quanto la costruzione della tavola, l\'assenza di sovrastrutture superate (ma non in Italia dove compaiono anche su recenti produzioni Disney come Kylion o Witch) come didascalie e spiegazioni spesso fuori luogo, il dinamismo delle scene d\'azione e la capacità di far trasparire emozioni dalla carta e di tratteggiare vicende credibilli ma allo stesso tempo fantastiche ponga il manga (ma anche il manwha coreano, sempre se ne conoscevi l\'esistenza) una spanna al di sopra delle produzioni occidentali che SICURAMENTE sono validissime, poetiche e personali a loro modo.
Trovo che il fumetto occidentale spesso sia vittima di una fossilizzazione dei contenuti e delle \"regole\" di fare fumetto, un qualcosa che costringe la tavola e coloro che vi recitano stancamente in un ruolo che non gli appartiene e che non riesce ancora a prendere il volo dalla carta stampata verso il cuore di chi legge.  Solo Moebius forse ha compreso la natura profonda del fumetto e infatti è uno dei più stimati autori da parte del mondo nipponico. E\' necessaria una grande apertura mentale che spesso manca, ma è raro trovarla: analizza Spriggan e confrontalo con Dylan Dog, analizza Akira e paragonalo a un qualsiasi fumetto fantascientifico occidentale, scopri il noir e la perfezione grafica di City Hunter e accostalo al nostrano Diabolik...sei sicuro che ciò che parla al tuo posto non sia una sorta di cieco patriottismo?


Citazione
Non dimentichiamoci che in Italia in genere arriva dal Giappone la roba migliore, le serie migliori, i personaggi migliori ma ci sono molti altri manga che per ragioni di mercato vengono ignorati dai nostri editori.


E\' esattamente il contrario, le cose che arrivano da noi spesso sono quanto di più commerciale e superficiale ci sia in Giappone...rarissime sono le eccezioni che spesso bisogna pagare a caro prezzo e ricercare in fumetterie sperdute sperando che le 3 copie non siano già state vendute.
Dimenticavo: io non sono contro il fumetto occidentale, per quanto ti possa sembrare di intendere...la mia è una critica costruttiva, perchè vorrei che la realtà del fumetto (soprattutto italiana) fosse pervasa da quella magia che è così comune là dove si leva il sole e che cambi il modo di fare fumetto e di impostare la tavola, ormai da troppo tempo fissa secondo canoni stabiliti milioni di anni fa.  Io sono per il fumetto italiano, perchè d talenti qui in Italia ne abbiamo tantissimi e la nostra sensibilità è SICURAMENTE maggiore di quella dei giapponesi, coreani o filippini o americani...certo è che se gli editori o chi deve lanciare nuove leve ha le vedute ristrette e ancorate al passato che mostri tu, il futuro del fumetto italiano sarà sempre coperto da nubi patriottiche.

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« Risposta #38 il: Marzo 01, 2006, 04:42:35 pm »
Citazione da: \"+Angel+\"
Trovo che il fumetto occidentale spesso sia vittima di una fossilizzazione dei contenuti e delle \"regole\" di fare fumetto, un qualcosa che costringe la tavola e coloro che vi recitano stancamente in un ruolo che non gli appartiene e che non riesce ancora a prendere il volo dalla carta stampata verso il cuore di chi legge.  Solo Moebius forse ha compreso la natura profonda del fumetto e infatti è uno dei più stimati autori da parte del mondo nipponico. E\' necessaria una grande apertura mentale che spesso manca, ma è raro trovarla.

La pensiamo allo stesso modo... :wink:
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« Risposta #39 il: Marzo 01, 2006, 09:04:40 pm »
Qui mi si provoca e io continuo il mio discorso...

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io trovo che chi riconosce la superiorità del mercato nipponico nei confronti di quello occidentale ha solo compreso un qualcosa che va al di là della soggettività.


Il MERCATO nipponico è più attento alle esigenze di pubblico ma ciò non vuol dire che i prodotti nipponici siano migliori.

Citazione
Facendo un confronto tra un fumetto nipponico (si anche i più scadenti perchè comunque pervasi dalla loro cultura del fumetto) e uno occidentale non si può non notare quanto la costruzione della tavola, l\'assenza di sovrastrutture superate (ma non in Italia dove compaiono anche su recenti produzioni Disney come Kylion o Witch) come didascalie e spiegazioni spesso fuori luogo, il dinamismo delle scene d\'azione e la capacità di far trasparire emozioni dalla carta e di tratteggiare vicende credibilli ma allo stesso tempo fantastiche ponga il manga (ma anche il manwha coreano, sempre se ne conoscevi l\'esistenza) una spanna al di sopra delle produzioni occidentali che SICURAMENTE sono validissime, poetiche e personali a loro modo.


La costruzione della tavola giapponese non è affatto superiore a quella occidentale, anzi registicamente parlando (a parte alcune eccezioni come ad esempio Akira) è migliore l\'impostazione del fumetto franco-belga molto più cinematografica e attenta alle scenografie.
Ma che fumetti italiani leggi? Le didascalie in Italia non sono più usate a scopo meramente descrittivo (o esplicativo) da decenni persino nel fumetto bonelliano che definite così fossilizzato, se si introducono didascalie è a scopo puramente narrativo (per intenderci lo stesso ruolo che nel cinema riveste la voice-off) e in questo caso ci sono autori che della didascalia hanno fatto un uso geniale (in Italia Sclavi, in USA Alan Moore o Will Eisner ecc.), la didascalia narrativa non è affatto una struttura superata anzi in alcuni casi è un valore aggiunto.
Vogliamo parlare di emozioni? Molti disegnatori italiani sono in grado di esprimerle attraverso le espressioni dei loro personaggi in maniera tale da far impallidire qualsiasi mangaka (guardate Ambrosini, Gipi,Magnus, e Pratt che con pochi segni era in grado di rendere atmosfere e personaggi in maniera descrittivamente ed emotivamente perfetta).

Il fatto che le strutture del manga siano superiori a quelle del fumetto occidentale è solo una tua idea e dimostra ancora una volta che tu non conosci bene ciò che manga non è (ad esempio hai mai letto qualcosa della scuola argentina).
Per la cronaca so cos\'è un manwha e anche cos\'è un anime...il fumetto nipponico non mi piace ma ciò non vuol dire che non lo conosca, conosco bene tutto il fumetto!

Citazione
Trovo che il fumetto occidentale spesso sia vittima di una fossilizzazione dei contenuti e delle \"regole\" di fare fumetto, un qualcosa che costringe la tavola e coloro che vi recitano stancamente in un ruolo che non gli appartiene e che non riesce ancora a prendere il volo dalla carta stampata verso il cuore di chi legge.


Ulteriore conferma del fatto che non hai letto e non conosci il meglio del fumetto occidentale e che non sai neppure cosa siano opere come Watchmen, V for Vendetta, Calvin&Hobbes, I Briganti, From Hell e tante altre opere che non hanno nulla da invdiare a quelle giapponesi.
Se poi cerchi originalità, emozione e innovazione nelle strutture e nello stile fumettistico ti prego dai un\'occhiata alle storie di Pazienza e degli altri geni del Male (Scozzari, liberatore, tamburini...).

Citazione
Moebius forse ha compreso la natura profonda del fumetto e infatti è uno dei più stimati autori da parte del mondo nipponico. E\' necessaria una grande apertura mentale che spesso manca, ma è raro trovarla: analizza Spriggan e confrontalo con Dylan Dog, analizza Akira e paragonalo a un qualsiasi fumetto fantascientifico occidentale, scopri il noir e la perfezione grafica di City Hunter e accostalo al nostrano Diabolik...sei sicuro che ciò che parla al tuo posto non sia una sorta di cieco patriottismo?


Moebius è apprezzato ovunque perchè è un genio assoluto e tieni presente che pur essendo molto amato anche in giappone è forse il miglior rappresentante dello stile e delle modalità fumettistiche europee, nel suo modo di fare fumetto non c\'è nessun debito nei confronti del giappone anzi...
Ora faccio i paragoni che mi hai proposto.
Akira vs L\'Eternauta: parità.
Akira è un caposaldo del fumetto nipponico ed un opera innovativa ma l\'eternauta (fumetto argentino) non è da meno e per quanto mi riguarda è più umano ed emozionante.

Spriggan e Dylan Dog sono troppo diversi per essere accostati ma certamente Dylan è più profondo e poetico, più filosofico ed esistenziale più emozionante visto che alle emozioni ci tieni.

City Hunter vs Diabolik.
Vince Diabolik per ritiro dell\'avversario terrorizzato.
City Hunter è un fumetto ridicolo (evidentemente tu non conosci il vero noir) con storie idiote (ieri sera guardavo una puntata dell\'anime tratto dal manga e non potevo fare a meno di ridere in uno dei momenti più tristi per l\'assurdità e l\'idiozia di una trama che voleva essere apparentemente profonda e adulta).
Diabolik è formalmente perfetto ed è un classico e in oltre ha come protagonista un\'icona, un personaggio carismatico e affascinante e sfaccettato in confronto a lui Hunter è una macchietta.
Inoltre se proprio vuoi un bel fumetto noir ti prego leggi Alack Sinner e vedrai come il fumetto noir nipponico non ha neppure idea di cosa sia la complessità la profondita e l\'innovazione stilistica.

Lo ripeto reputi il fumetto nipponico superiore a quello occidentale perchè non conosci affatto bene quest\'ultimo.
Leggiti qualcosa e poi ne riparliamo.
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« Risposta #40 il: Marzo 02, 2006, 01:35:41 am »
D\'accordo, ri-leggerò molti dei fumetti che mi hai consigliato.
E\' inutile proseguire perchè ognuno apporta le sue ragioni e continueremmo così all\'infinito...fumerebbe la tastiera e mi sono pure rotto.:D  
Per me finisce qui, se poi discutete ancora e mi interessa dire la mia posterò!^_^

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« Risposta #41 il: Marzo 02, 2006, 09:27:48 am »
In effetti paragonare City Hunter a Diabolik non è una grande idea...
Ah, e il protagonista si chiama Ryo Saeba, non Hunter come il doppiaggio vuol farci credere... :D
Mi limito a questo perchè mi sta per partire il treno, ma appena torno magari aggiungo qualcosa...
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« Risposta #42 il: Marzo 02, 2006, 10:01:31 am »
In effetti la scelta di Hunter come nome  non è affatto felice, e comunque la traduzione in generale era pessima (fatevelo dire da uno che se ne intende) tutti i nomi giapponesi erano italianizzati così i due protetti da Hunter nella puntata che ho visto si chiamavano Tommaso e Agnese (bleuuuurg).
Comunque a me City Hunter ha fatto pena...
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« Risposta #43 il: Marzo 02, 2006, 04:49:35 pm »
City Hunter lo guardi per le gag, ovvero le mazzate al protagonista, difficile trovarci qualcosa in più... a me faceva passare comunque 20 minuti spensierati, finchè non è stato rimpiazzato da una tavola rotonda con Vittorio Sgarbi... Bleah. :x
Anch\'io mi intendo di traduzione e doppiaggio... Luca Ward for ever! E tal proposito odio gli scempi che in Italia si sono fatti riguardo gli anime, delle cose aberranti.

Comunque, la discussione in questo senso per me è inutile continuarla, perchè finchè si cozza su chi deve essere superiore a chi, non mi riguarda dato che il mio parere l\'ho già espresso e va al di là di giudizi del genere.

Comunque Rorrie mi sono incuriosito su una cosa e ho fatto una piccola ricerca sui nomi che spesso proponi:

Eternauta è del 1957                        
Diabolik è del 1962
I Briganti è del 1979
Dylan Dog è del 1986
Watchmen è del 1986
V per Vendetta è del 1988
La triologia Nikopol è del 1979
(date di inizio. Se ci sono errori è colpa di Google)

Indipendentemente dal fatto la gente possa considerarli capolavori o meno, cosa che adesso qui non mi interessa, mi è venuto spontaneo chiedermi \"Com\'è che siamo minimo sulla ventina di anni fa?\"
Insomma, non c\'è nulla di più recente che vale la pena di citare?
Questo mi ha lasciato perplesso, andando a rafforzare la mia convinzione che spesso ciò che ha fatto scuola (anche meritatamente, per carità) in passato sia ancora oggi troppo vincolante, rientrando sempre in quella famosa fossilizzazione del modo anche di concepire il fumetto stesso.

Questo in Giappone (per quanto ne posso sapere io) non avviene, infatti anche attualmente ci sono serie che stanno dando scossoni MOLTO forti al mondo del fumetto non solo nipponico. Evangelion e Berserk (1995 e 1996) in primis (Dato che Rorrie mi consiglia sempre roba in qua e in là, be\', questi glieli consiglio io, anime per Eva e sia fumetto che anime (anche se incompleto) per Berserk). Insomma, quello che penso è che in Oriente la voglia di confrontarsi con qualcosa di nuovo, ma di VERAMENTE nuovo, non cali mai. Forse in Occidente si è più timorosi in questo senso. Ovviamente è solo un\'impressione, che tuttavia l\'enorme quantità di vincoli e canoni da rispettare dalle nostre parti, oltre al dover per forza saper disegnare dei cavalli, non fa che rafforzare.
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« Risposta #44 il: Marzo 02, 2006, 06:22:04 pm »
Citazione
Anch\'io mi intendo di traduzione e doppiaggio... Luca Ward for ever! E tal proposito odio gli scempi che in Italia si sono fatti riguardo gli anime, delle cose aberranti.


Io soprattutto di traduzione dall\'inglese a dir la verità comuqnue me la cavo anche col doppiaggio...meglio Tonino Accolla (Homer Simpson).



Citazione
Indipendentemente dal fatto la gente possa considerarli capolavori o meno, cosa che adesso qui non mi interessa, mi è venuto spontaneo chiedermi \"Com\'è che siamo minimo sulla ventina di anni fa?\"
Insomma, non c\'è nulla di più recente che vale la pena di citare?
Questo mi ha lasciato perplesso, andando a rafforzare la mia convinzione che spesso ciò che ha fatto scuola (anche meritatamente, per carità) in passato sia ancora oggi troppo vincolante, rientrando sempre in quella famosa fossilizzazione del modo anche di concepire il fumetto stesso.



Ce n\'è e come di roba nuova da citare, io ho sparato i pezzi da novanta ormai riconosciuti come classici del fumetto.

Ecco qualche esempio di capolavori moderni:

Blankets di Craig Thompson è del 2003 (anche se da noi è uscito nel 2005)

Questa è la stanza di Gipi è del 2005  è stato premiato come miglior libro ad Angouleme e la rivista Lire lo annovera anche fra i migliori venti libri dell\'anno.

Il complotto ultima opera di Eisner è uscita sempre nel 2005.

Blacksad credo sia uscito per la prima volta nel 2001 (ora è al terzo volume).

Anche Skydoll è del 2001.

La nuova trilogia di Bilal e il primo volume che la compone \"Il sonno del mostro\" esce nel 1999.

Ratman che vi piaccia o no nasce negli anni novanta.

Sin City (se non lo ritieni troppo remoto come periodo) esce nel 1991.

Ci aggiungo anche qualche esempio di fumetto popolare nato negli ultimi anni e di ottima qualità:

Dampyr nasce nel 2000.

Napoleone di Ambrosini nel 1997.

John Doe che con le dovute proporzioni può essere considerato il Dylan Dog moderno nasce nel 2003.

Quindi non è che non ci siano grandi fumetti occidentali recenti anzi...
Magari semplicemente non eri al corrente della loro esistenza.

E ricordatevi di Blankets perchè secondo me diventerà uno dei classici del fumetto.
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