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Autore Topic: Indigenza Interna  (Letto 1025 volte)

Offline ElectricMinds

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Indigenza Interna
« il: Maggio 29, 2006, 02:00:03 am »
Anoressia famigliare.
Molto tempo fa.
Sarà per l\'esperienza, che ancora qualcosa mi dice. Nonostante gli orrori prospettici. Qui, ovviamente, è inutile parlare di anatomia. E\' stata risucchiata.



MANI _ INVERSE

a volte penso di chiederti
come mai non vuoi vivere.
ma chiedertelo è la domanda ipocrita
che lascio ai preti ed ai loro peccati.
in realtà ho ben presente la lingua che parli
quando ti logori chiusa nel bagno
quando metti sotto il letto tutti i pezzi
che di te vuoi dimenticare.

in realtà io ti riconosco.

e non so indicarti nessuna strada.

ma resto in mezzo al tuo passo.
attendo che tu abbia di nuovo
voce.

forse mi esercito ad attendere
che tu
ti spenga.

mani inverse
l\'odio non è per te stessa
ma l\'odio secca e soffoca
come catrame vecchio
e l\'olio non sempre
è abbastanza.

Mani Inverse.
è come avere
le mani al contrario
e non poterti raccontare
più niente
il niente che è troppo distante
che gonfia la gola
che ti tieni stretta
e che mi lacera il petto.

Offline walaby

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Indigenza Interna
« Risposta #1 il: Maggio 29, 2006, 07:55:17 am »
...La poesia è semplicemente stupenda. Siamo sempre troppo tesi a rincorrere chissà che e non ci soffermiamo abbastanza sulla sofferenza spesso insopportabile che cammina al nostro fianco, ci sfiora e non la comprendiamo. L\'unica cosa che sappiamo fare bene e sperare che non ci tocchi. Forse è per questo che cerchiamo di tenerla lontana. Ma troppo spesso è una speranza vana, perchè essa è dentro di noi, aspetta solo il momento opportuno per prenderci per mano, e allora la comprendiamo.
E quando amiamo, più lo facciamo con forza e più la comprendiamo e soffriamo per l\'impotenza  a porre fine ad ogni tormento, sia esso radicato in noi o nelle persone che amiamo...
Che dire del disegno? E\' essenziale e crudo, un commento visivamente appropriato alla poesia, il frutto una speranza di vita, le braccia rinsecchite l\'impossibilità ad afferrarla, la mancanza dei piedi l\'impossibilità di uscire da quel tunnel che conduce alla morte...è un messaggio per tutti noi, arriva dalla solitudine degli altri, ma che vive, forse dormiente, dentro di noi.

Offline ElectricMinds

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« Risposta #2 il: Maggio 29, 2006, 01:17:53 pm »
E\' il più bel pensiero che abbia mai avuto il piacere di leggere relativo a un mio disegno.
Grazie. Non so dire altro, ma raramente è stato così sentito.

Penso che comincierò ad abbinare le mie poesie ai disegni in effetti.

Riguardandolo, mi è venuta voglia di rifarlo con i colori ad olio, mantenendo questa prospettiva disturbante.

In effetti deve disturbare.

Chi muore lentamente ha proprio questo intento immagino, avere il tempo di capire se ha scosso abbastanza il mondo attorno con il male che si fa.

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Offline SUPERNATURAL

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« Risposta #3 il: Maggio 29, 2006, 07:41:02 pm »
Ottime parole waly e splendida poesia electric...il disegno va da sè, l\'unica cosa che ti consiglierei di cambiare se lo rifai è il cappellino!!! :D

Offline ElectricMinds

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« Risposta #4 il: Maggio 29, 2006, 08:05:53 pm »
hai ragione XD
stona un casino ma la persona da cui deriva il tutto lo portava per nascondere la caduta dei capelli. aveva 12 anni. semmai senza toglierlo, visto che per me significa comunque qualcosa, provo a farlo decisamente meglio! così sembra un calzino vecchio...

Offline RandolphCarter

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« Risposta #5 il: Maggio 29, 2006, 08:49:58 pm »
Senza dubbio un\'opera che comunica... Molto interessante!

Offline walaby

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Indigenza Interna
« Risposta #6 il: Maggio 29, 2006, 11:24:17 pm »
Citazione da: \"ElectricMinds\"
E\' il più bel pensiero che abbia mai avuto il piacere di leggere relativo a un mio disegno.
Grazie. Non so dire altro, ma raramente è stato così sentito.

Penso che comincierò ad abbinare le mie poesie ai disegni in effetti.

Riguardandolo, mi è venuta voglia di rifarlo con i colori ad olio, mantenendo questa prospettiva disturbante.

In effetti deve disturbare.

Chi muore lentamente ha proprio questo intento immagino, avere il tempo di capire se ha scosso abbastanza il mondo attorno con il male che si fa.

Non devi ringraziare me, semmai è il contrario, per aver saputo comunicare così bene ciò che senti e avermi dato modo d\'esserne partecipe almeno un poco. E proprio per questo credo tu debba provare ancora ad unire la tua sensibilità nel dipingere a quella dei tuoi pensieri come hai fatto qui, sarà una cosa che ti arricchirà e un dono che farai a chi capirà.
Non disturba, colpisce come un pugno nello stomaco, obbliga al pensiero, la nostra più grande ricchezza, la prova dell\'esistenza di un qualcosa che regola le nostre vite, di qualcosa molto più grande di noi.
E non c\'è bisogno di rattristarsi per questo, anzi.
Può essere il modo di sentirsi meno soli.
Brava, Electric.