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Autore Topic: ...e dopo NARUTO...  (Letto 2407 volte)

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...e dopo NARUTO...
« il: Aprile 15, 2003, 10:34:00 pm »
Oggi, sempre alla stazione, cercavo qualcosa
che mi alleggerisse il viaggio, e dopo una lunga visita in edicola ho preso una raccolta di raccolte lancio e skorpio.

In realtà il mio sguardo si era posato tristemente anche sui Bonellidi, ed ho purtroppo constatato che nessuno riusciva
a soddisfare la mia voglia di qualcosa di fresco e particolare.

quindi la mia scelta è caduta sulla raccoltona con un prezzo ragionevole,
dove è facile che si trovi qualcosa di interessante (non certo di fresco...).

Ebbene tutto il prologo serve solo a
rendere pubblico il mio apprezzamento (arrivato a mturazione proprio oggi) per
SEIJAS (mi pare si scrivi così). mamma mia
che disegnatore!!!
per i più distratti lettori Eura, è quello che disegna Bruno Bianco. Grande!




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Offline Planetary

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« Risposta #1 il: Aprile 16, 2003, 03:12:00 am »
Da FucineMute:

\"Tra il 1995 ed il 1996 la rubrica \"Nuvolette\" di Lanciostory, curata da Luca Raffaelli, offrì ai lettori una nuova occasione per conoscere più a fondo gli Autori intervistati. Introdusse cioè l’abitudine, affettuosamente dissacratoria, di mostrare alcuni dei loro disegni fatti in gioventù, per confrontarli con quelli della piena maturità professionale. La prova di un Eduardo Risso quattordicenne sembrava un invito per chiunque ad intraprendere l’attività di fumettista, mentre il disegno raymondiano del diciannovenne Juan Zanotto testimoniava che con impegno e costanza si possono raggiungere vette qualitative stratosferiche. Ma davanti a ciò che Ernesto Garcia Seijas sapeva fare già tra i 12 ed i 15 anni qualsiasi esordiente o aspirante disegnatore avrà sentito l’impulso di gettare alle ortiche le proprie aspirazioni e di dedicarsi ad altre attività. Garcia Seijas è un talento unico, il più grande disegnatore (non solo di fumetti) che abbia mai calcato il suolo terrestre. Eppure non gode, soprattutto agli occhi dei suoi fan, di quella popolarità mondiale che certamente merita (ma delle cause di questa mancanza diremo dopo).

Disegnare fumetti (o perlomeno, disegnarli bene) è un lavoraccio, probabilmente l’attività più impegnativa nell’ambito delle arti applicate. Conoscere dignitosamente anatomia, paesaggio, scenografia, chiaroscuro, costumi e quant’altro è fondamentale, ma la conoscenza è solo una base da cui partire per applicare tali nozioni. Non solo sarà la personalità specifica di un disegnatore a determinarne il successo (personalità di cui uno deve essere dotato per natura ma a cui vanno dedicati continui e costanti sforzi per svilupparla ed esprimerla al meglio) ma anche la sua elasticità nel cogliere da cinema, pittura ed altri ambiti le soluzioni formali più giuste per portare avanti il proprio lavoro. Non è un caso che disegnatori tanto diversi e tanto distanti geograficamente ricorrano all’immagine del \"regista\" per descrivere il proprio mestiere: nei fumetti l’estetica (la piacevolezza o ricercatezza del disegno) è importante, ma la funzionalità (la narratività o scorrevolezza della messa in sequenza) lo è molto di più.

Esiste inoltre l’aggravante radicale che coinvolge tutti gli ambiti mimetico - figurativi di stampo realistico e che, con buona pace di Diderot, potremmo chiamare \"paradosso del disegnatore\" (ma anche \"del pittore\", \"del regista\" o \"sull’attore\" come appunto fece Diderot). La maggiore credibilità e quindi l’impressione di naturalezza sono inversamente proporzionali all’artificialità con cui l’autore riesce a suggerire tale naturalezza. Ovvero: il mondo reale non può venire imprigionato in uno schermo o in un foglio di carta; se chi ha usato questi mezzi ha invece dato l’impressione di esserci riuscito, allora si può star certi che il suo lavoro sarà stato infinitamente più complesso dell’illusorio senso di verosimiglianza che la sua opera esprime. Trovare il segno giusto tra tutti quelli che possono incidere un foglio di carta è un’ardua impresa e non è escluso che la ricerca del realismo porti il disegnatore a compiere una scelta stilistica istintiva e non mediata piuttosto che dettata dalla logicità del mero dato fotografico. Ed è proprio qui che Ernesto Garcia Seijas manifesta la sua immensa grandezza. Ma procediamo con ordine.

Innanzitutto, trattandosi di disegno è logico e naturale partire da un’analisi del tratto. I segni con cui un fumettista deve rendere i contorni di un oggetto, l’oggetto stesso (capelli, fili d’erba, ecc.) ed il texture degli elementi disegnati non possono essere improvvisati o \"tirati via\" meccanicamente. A meno che non ci si trovi nell’ambito del fumetto sperimentale, il tratto deve essere modulato a dovere, cioè sottolineare con il suo spessore e la sua definizione ciò che è più o meno importante a livello narrativo. La base a matita da cui si parte per realizzare una tavola è fondamentale, ma una buona inchiostrazione lo è altrettanto (ancora oggi in molti casi è solo il passaggio definitivo a china ad essere \"letto\" dal processo di stampa). Non a caso molti disegnatori preferiscono terminare la definizione dei soggetti ritratti al momento dell’inchiostrazione, senza perdere tempo a definirli col lapis, mentre altri (De La Fuente, Buzzelli, ecc.) inchiostrano direttamente la tavola senza alcun bisogno degli schizzi preliminari a matita. Garcia Seijas, fatta salva la sua conoscenza perfetta dell’anatomia (ci torneremo fra breve), è dotato di un equilibrio a tutta prova nel dosaggio della china e nel suo utilizzo contemporaneamente aneddotico ed espressivo. Il tratto di Garcia Seijas, cioè, \"racconta\" (dovere fondamentale di ogni fumettista) e \"descrive\" nello stesso tempo. I suoi colpi di pennino sono rigorosi nell’applicare i dettami dell’anatomia dei fumetti ma vengono impressi sulla carta con tale leggerezza e spontaneità da superare la perfezione accademica che sta alla loro base per dare origine ad uno stile immediatamente comprensibile ed elegante. Soprattutto in anni recenti, con una capacità di perfezionarsi assolutamente incredibile (considerando la qualità già altissima da cui partiva), Garcia Seijas ha dato prova della sintesi magistrale che ha saputo raggiungere. Già in Kevin e Bruno Bianco si assiste al progressivo abbandono di retini e tratteggi troppo fitti in favore di una massiccia modulazione del tratto. Già Alberto Breccia e Josè Muñoz hanno dimostrato come si possa creare un’atmosfera o la personalità di un personaggio con un po’ di china in più o in meno ma pensare di poter trasportare lo stesso effetto in un fumetto realistico sarebbe ingenuo. Eppure, Garcia Seijas è capace di farlo. E questa sintesi non riguarda solamente le figure umane o gli oggetti di contorno, ma si manifesta anche negli elementi paesaggistici e negli sfondi: basta confrontare il cielo ed il mare di Talhi Tyler con quelli di Eccitante solitudine per rendersene conto. L’impiego canonico dei retini (ma d’altronde, a parte Alex Varenne e Lucho Olivera, chi sa rendere espressivi questi strumenti così anonimi ed impersonali?) viene integrato inoltre da un meditato uso della biacca. Sotto il termine generale \"biacca\" vengono inseriti tutti quei medium coprenti che servono a correggere o a estrarre sfumature da una base nera: tempera, china, acrilico e la biacca vera e propria. Il sapiente lavoro di incisione con cui Garcia Seijas ottiene delle forme dal nero profondo o con cui sfuma con pochi tratti il texture preesistente aggiunge ancora più espressività ed eleganza al suo lavoro, indifferentemente che si tratti di calcare la mano sulla drammaticità di Pelle di lupo o sulle situazioni più demenziali di Bruno Bianco. Anche se del chiaroscuro ci occuperemo dopo, mette conto segnalare in questo ambito quanto l’uso della biacca sia parte fondamentale del suo tratto, incredibilmente statuario e, al contempo, \"vivo\". Ma dall’alto del suo talento Garcia Seijas ha preferito concentrarsi sul \"mestiere\" e non sulla facile esibizione delle sue capacità ed ha sempre preferito mettere coraggiosamente in secondo piano la sua vena più spettacolare ed illustrativa in favore della leggibilità e della narrazione.

L’incredibile padronanza del tratto e delle sue applicazioni porta inevitabilmente a considerare un altro aspetto dei fumetti in cui Garcia Seijas eccelle: l’anatomia.\"
--------------

Tutta la scuola argentina è stata una fucina di maestri indiscussi. Oltre Seijas vi sono i due Breccia (padre e figlio), Altuna,Gomez, Font, Gimenez,  Solano Lopez, Meglia, Ortiz, Prado, Zanotto.
Tutti disegnatori incredibili (ho avuto la fortuna di vedere molti di questi durante la Lucca 2000 e di veder le loro tavole... miiiiiii impressioooone!)
Gente che disegna scene di battaglie in fogli A4 o un uso dei colori strabiliante (Altuna).

Credo che nn si possa prescinfdere dal fare fumetti senza conoscere, almeno come stile, qlcuno di questi grandi disegnatori.
E\' il discorso che si faceva in un\'altro topic sul grearsi una \"cultura grafica\"

Ciauz!


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Offline whitechalk

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« Risposta #2 il: Aprile 16, 2003, 10:37:00 am »
Quote:
Disegnare fumetti (o perlomeno, disegnarli bene) è un lavoraccio, probabilmente l’attività più impegnativa nell’ambito delle arti applicate. Conoscere dignitosamente anatomia, paesaggio, scenografia, chiaroscuro, costumi e quant’altro è fondamentale, ma la conoscenza è solo una base da cui partire per applicare tali nozioni.



già …

Diavolo d’un Plan! Ma sei una biblioteca umana!
Ragazzi, se non ci fosse Plan, bisognerebbe inventarlo!
Mi sono stampata e letta con calma il tuo post.

E’ inutile: leggere FA BENE!!!

So che rischio un OT, ma proprio ieri sera parlavo con la mia metà (mentre guardavamo “Blade” in DVD – lui è un patito di tutto ciò che riguarda i vampiri …), e si è tirato in ballo “Dampyr”.
Lo so, lo so; ecco che riappare “Bonelli” … ma che ci volete fare? A noi piace …
e qui cerco di riallacciarmi al quote sopra riportato: si diceva giusto giusto che dietro a Dampyr (lasciamo perdere le “bombe” sull’argomento), bisogna ammettere che c’è un lavoraccio duro! Ecco perché lo apprezziamo forse più di tutti gli altri “Bonelli”…
C’è una pazzesca ricerca storico-geografica, nonché architettonica (vedi come ti disegnano Praga e non!), anche scientifica, e culturale in genere, e potrei continuare ancora! Le leggende, le parti di verità, i costumi, i vestiti, le guerre, le armi, la musica! C’è un bellissimo doppio che ricalca le gesta del Lynyrd Skynyrd in versione vampiresca nonché tutta una ricerca sul blues … (non taccatemi il blues!!!) …

insomma, che possa piacere o meno lo stile “bonelliano” … dai … tanto di cappello però a tutto quel lavoro davanti e dietro le tavole!

Solo che la gente vuole “qualcosa di nuovo” ed ecco che il fumetto in edicola è in crisi e che tutta questa gente che si fa un (_Y_) a mandolino … beh … non viene poi apprezzata …

(per cortesia NON riapriamo le “bombe” di cui già sappiamo sulla Bonelli!!!! Grazie!)

cmq...per dare \"enfasi\" agli artisti sopra citati da Plan:
http://www.scuolacomics.it/eventi/mostre/matite_per_la_bosnia/seijas.htm
http://www.lambiek.net/zanotto_juan.htm
http://www.lambiek.net/prado.htm
http://www.lambiek.net/meglia_c.htm
http://www.lambiek.net/ortiz_jose.htm
http://www.lambiek.net/lopez_f.htm
http://www.lambiek.net/altuna.htm
http://www.lambiek.net/beker.htm
http://www.lambiek.net/font_alfonso.htm
http://www.lambiek.net/breccia.htm
http://www.lambiek.net/breccia_enrique.htm
http://www.lambiek.net/breccia_cristina.htm
http://www.lambiek.net/breccia_patricia.htm


[ Questo messaggio è stato modificato da: whitechalk il 2003-04-16 12:37 ]
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Offline Logan

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« Risposta #3 il: Aprile 16, 2003, 06:48:00 pm »
Non sapevo dove scriverlo ma dovevo:
Plan hai cambiato immagine in meglio! Grande Catwoman! Ah!  

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\\\\\\ SNIKT ///

Offline nyx

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« Risposta #4 il: Aprile 16, 2003, 08:23:00 pm »
Devo essere sincero, la firma che
avevi prima non mi piaceva per niente!
questa è molto meglio, mi piace adam huges,
anche se credo che abbia fatto disegni migliori di quella cat woman.

firmato: un nyx ipercritico.
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« Risposta #5 il: Aprile 17, 2003, 02:13:00 am »
Quote:

In data 2003-04-16 20:23, nyx scrive:
Devo essere sincero, la firma che
avevi prima non mi piaceva per niente!
questa è molto meglio, mi piace adam huges,
anche se credo che abbia fatto disegni migliori di quella cat woman.

firmato: un nyx ipercritico.



Oh, bene
Questa firma l\'ho scelta perchè ha una luce fantastica, praticamente perfetta

Tornando al discorso di cui sopra...
Quote:
Diavolo d’un Plan! Ma sei una biblioteca umana!
Ragazzi, se non ci fosse Plan, bisognerebbe inventarlo!
Mi sono stampata e letta con calma il tuo post.


Grazie, ma ho fatto un semplice copia-incolla dal sito di FucineMute

Cmq vedo che hai evidenziato un passaggio dell\'articolo che è il succo dell\'essere fumettista.
Sottolineo inoltre un\'altro passaggio importante:

Non è un caso che disegnatori tanto diversi e tanto distanti geograficamente ricorrano all’immagine del \"regista\" per descrivere il proprio mestiere: nei fumetti l’estetica (la piacevolezza o ricercatezza del disegno) è importante, ma la funzionalità (la narratività o scorrevolezza della messa in sequenza) lo è molto di più.

Quante volte abbiamo visto disegni tecnicamente eccellenti ma privi di ogni minima \"emozionalità\" se nn addirittura della capacità stessa di raccontare qlcosa?

Credo -ma questo l\'ho appurato parlando con chi ha decisamente + esperienza di me- che lo studio tecnico (anatomie, luci, ombre, ecc) debba assolutamente andare di pari passo con lo studio del fumetto inteso come \"medium\", cioè come mezzo di comunicazione.

Il tecnicismo (la cui ricerca è spesso esasperata in chi aspira a fare fumetti) fine a se stesso produce fumetti vuoti, o meglio, produce non-fumetti.

A che serve saper disegnare uno scorcio in modo perfetto se poi il mio storytelling va a farsi benedire? Si diventa onanisti della matita

Meglio, quindi, un disegno + sporco, + imperfetto, meno precisino e leccato, meno autoincensante, meno urlante \"Ehi! Guardate quanto sono bravo!\", ma che sappia raccontare una storia, che prenda il lettore e lo butti tra una vignetta e l\'altra e che soprattutto faccia sembrare plausibile ciò che lo scrittore ha scritto.

Credo che questa sia la sfida + difficile da vincere, al di là dei muscoli (che cmq vanno fatti), al di là della prospettiva (che cmq va fatta) e così via.

Ecco, esagero sempre coi post
Vabbè và, namo a nanna

Ciauz!

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[ Questo messaggio è stato modificato da: Planetary il 2003-04-17 02:14 ]

Offline whitechalk

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« Risposta #6 il: Aprile 17, 2003, 09:53:00 am »
Quote:
Meglio, quindi, un disegno + sporco, + imperfetto, meno precisino e leccato, meno autoincensante, meno urlante \"Ehi! Guardate quanto sono bravo!\", ma che sappia raccontare una storia, che prenda il lettore e lo butti tra una vignetta e l\'altra e che soprattutto faccia sembrare plausibile ciò che lo scrittore ha scritto.



sacrosanta verità.

Ieri ho comprato la rivista Linus.
Perchè?
Perchè un tizio in metrò la stava leggendo ed ho visto che riportava vignette di uno dei miei fumetti preferiti: \"Get Fuzzy\" di Darby Conley (presente il gatto del giornale Metro?).
Se qualcuno ha un gatto, mi può capire perfettamente io il gatto ce l\'ho!
Ma non usciamo dal seminato ... sempre dentro Linus di marzo ci sono queste vignette di Patrick McDonnell e del suo \"Mutts\". Analoga storia di cane e gatto.
I disegni sono appunto \"+ sporchi, + imperfetti, meno precisini e leccati\", ma vi assicuro che ho dato spettacolo sul pullman perchè non la smettevo più di ridere! (mi hanno presa per matta!).
L\'effetto è assicurato!
Un\'altro gatto tremendo, egocentrico, dispettoso, felino ed adorabile proprio come il mio!
Vignette semplicissime, rozze, quasi schizzi buttati là, ma che \"prendono il lettore e lo buttano tra una vignetta e l\'altra e che soprattutto fanno sembrare plausibile ciò che lo scrittore ha scritto\".
(scusa Plan per le citazioni \"rubate\" ma hai reso perfettamente l\'idea).

NON COMINCIATE ADESSO CON DARMI ADDOSSO PERCHE\' AMO I GATTI!!!!

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« Risposta #7 il: Aprile 17, 2003, 10:32:00 am »
Sono incantata da questa discussione, vi assicuro che anche se spesso non dico nientee, vi leggo con estremo piacere ed attenzione.

Ecco, era solo per dire che siete grandi

Offline whitechalk

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« Risposta #8 il: Aprile 17, 2003, 11:00:00 am »

mi fai commuovere ...
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« Risposta #9 il: Aprile 17, 2003, 11:12:00 am »
Ti commuovi a ragione, carissima

Tu sei il pusher di link più quotato, di questi tempi!

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« Risposta #10 il: Aprile 17, 2003, 12:52:00 pm »
Cresce vieppiù la voglia di conoscervi tutti...!!!

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« Risposta #11 il: Aprile 17, 2003, 01:08:00 pm »
Cara white, mutts è fantastico,
i disegni sono decisamente espressivi ed
è un piacere guardarli.
Patrick McDonnel l\'ho visto a Lucca
l\'anno scorso mentre intratteneva il pubblico
con vignette istantanee riguardanti il
suo fumetto. E\' una persona dolce e simpatica, e credo che questo si veda
benissimo dalle sue strisce.


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Offline whitechalk

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« Risposta #12 il: Aprile 17, 2003, 02:03:00 pm »
WOOOOWWW!!!!

il guaio Plo, è che qui risulto logorroica (e magari anche rompipalle !), ma in realtà poi di persona, fatico a spiccicare parola ... checcivoletefà ... ssòttimida!


[ Questo messaggio è stato modificato da: whitechalk il 2003-04-17 14:14 ]
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« Risposta #13 il: Aprile 17, 2003, 04:05:00 pm »
Non ti preoccupare, vuol dire che sfodererò la mia parlantina da querola cartolaia, costruita da ben 6 anni d\'esperienza! Riuscivo a far parlare anche i ragazzini più timidi!!!

Offline Planetary

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« Risposta #14 il: Aprile 18, 2003, 08:44:00 pm »
Quote:

In data 2003-04-17 11:12, Ligeia scrive:
Tu sei il pusher di link più quotato, di questi tempi!
Plan invece è la nostra guida spirituale


Mi sto facendo crescere la barba apposta

Sono come il saggio della montagna... solo che sto al mare

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